Investigatori a tavola

31 OTT 24
Ultimo aggiornamento: 18:27 | 16 MAG 25
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Nuovo Regno, XIX dinastia. La profezia del “Ritorno della Sfinge” mette a rischio la vita della Faraona Cleopapera. Siamo nell’Antico Egitto, intorno al 1300 a.C., tra i regni di Ramses I e Sethi I. Otto personaggi gravitano attorno alla vita nel palazzo reale, in una storia fatta di segreti, intrighi e sete di vendetta, raccontata dalla compagnia “AnubiSquaw”, che da 25 anni mette in scena le ormai famosissime “cene con delitto”.
Ci troviamo al Tacabanda, ristorante cremonese – tutto esaurito per l’occasione – che ospita periodicamente gli spettacoli della compagnia. Sono le 19.30 di una domenica di ottobre e, prima dello spettacolo, scambiamo quattro chiacchiere con Michele Cremonini Bianchi, in arte “Anubis”, attore, sceneggiatore e scrittore, e l’attrice Marinella “Squaw” Pavanello, i fondatori della compagnia. Ma nello spettacolo c’è anche Valentina Tropiano, attrice che collabora con loro dal 2016. Parliamo della compagnia, dei loro spettacoli, della funzione e delle caratteristiche di queste cene “alternative”. E di molto altro. Fino all’arrivo dei commensali, pronti a passare una serata fatta di enigmi e divertimento. E, ovviamente, godendo dell’ottima cucina proposta dal ristorante.
Come funziona una cena con delitto? Il pubblico come viene coinvolto?
Cremonini Bianchi: «Parlo di quello che è il nostro format. Avendo Marinella e, in questo caso, Valentina un’estrazione teatrale, il nostro format presenta naturalmente un taglio teatrale. Facciamo i primi due atti, intervallati da una portata di cena, in cui il pubblico assiste, guarda, prende appunti. Poi c’è una pausa, durante la quale il pubblico ha il compito di compilare una scheda, attraverso la quale cerca di risolvere un caso complicato. Nel terzo atto, sostanzialmente, andiamo a vedere chi ha indovinato e chi no. (...)
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