«L'agenda politica "piegata" su di loro»

«Abbiamo tolto il piombo dalla benzina e dalla vernice, possibile non essere capaci di trovare una soluzione per le munizioni? Nelle cartucce ci sono pallini di piombo e ci sono ricerche scientifiche che dimostrano l’inquinamento di questo metallo pesante e tossico nelle nostre campagne». Paola Pollini, 55 anni, dal 2023 consigliera regionale con il Movimento 5 stelle, è stata tra i più combattivi nelle polemiche delle ultime settimane sulla organizzazione della caccia. Anche quest’anno il dibattito è stato vivace. C’è una ragione particolare o è l’argomento che si presta sempre alle polemiche?
«Direi che il tema è sempre stato al cento del confronto, piuttosto che delle polemiche – risponde la consigliera gardesana - questo perché la Giunta regionale piega costantemente l’agenda dei lavori a quelle che sono le istanze del mondo venatorio. Se quest’anno il dibattito è stato più acceso è sia perché ci sono stati importanti tentativi di legiferare sull’argomento, sia perché adesso al governo abbiamo la stessa maggioranza che governa in Lombardia. Il che fa si che provvedimenti, in palese violazione della Carta costituzionale, finiscano per trovare pericolosamente sponda».
«L’esempio più eclatante – continua - è rappresentato dalle novità introdotte con la legge di assestamento del luglio scorso che hanno previsto, ad esempio, che gli unici soggetti deputati a maneggiare i richiami vivi, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, siano i veterinari dell’Ats territorialmente competente. Non serve essere un esperto in materia, per capire che questa norma non fa altro che impedire i controlli. Questo perché i veterinari Ats sono pochi e sono impegnati in ben altre attività, come quelle relative a limitare la diffusione della Peste suina africana (Psa), piuttosto che ad accertare eventuali illeciti. È come se Regione Lombardia facesse una legge, per la quale alle forze di polizia sia preclusa la possibilità di maneggiare i documenti del guidatore fermato per accertamenti. È incomprensibile, o forse no, il motivo per il quale il Governo non abbia impugnato la norma».
«Direi che il tema è sempre stato al cento del confronto, piuttosto che delle polemiche – risponde la consigliera gardesana - questo perché la Giunta regionale piega costantemente l’agenda dei lavori a quelle che sono le istanze del mondo venatorio. Se quest’anno il dibattito è stato più acceso è sia perché ci sono stati importanti tentativi di legiferare sull’argomento, sia perché adesso al governo abbiamo la stessa maggioranza che governa in Lombardia. Il che fa si che provvedimenti, in palese violazione della Carta costituzionale, finiscano per trovare pericolosamente sponda».
«L’esempio più eclatante – continua - è rappresentato dalle novità introdotte con la legge di assestamento del luglio scorso che hanno previsto, ad esempio, che gli unici soggetti deputati a maneggiare i richiami vivi, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, siano i veterinari dell’Ats territorialmente competente. Non serve essere un esperto in materia, per capire che questa norma non fa altro che impedire i controlli. Questo perché i veterinari Ats sono pochi e sono impegnati in ben altre attività, come quelle relative a limitare la diffusione della Peste suina africana (Psa), piuttosto che ad accertare eventuali illeciti. È come se Regione Lombardia facesse una legge, per la quale alle forze di polizia sia preclusa la possibilità di maneggiare i documenti del guidatore fermato per accertamenti. È incomprensibile, o forse no, il motivo per il quale il Governo non abbia impugnato la norma».
Perché il Tar ha spostato di 15 giorni la caccia all’avifauna, ma ha poi sostanzialmente confermato il calendario regionale?
«Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva della delibera della Giunta regionale, che anticipava (...)».
«Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva della delibera della Giunta regionale, che anticipava (...)».
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