«Le problematiche sono in crescita»

17 OTT 24
Ultimo aggiornamento: 18:26 | 16 MAG 25
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La crescita di problematiche legate alla salute mentale è provata dai medici di base. Giuseppe La Sala, a Cremona da più di 15 anni con ambulatorio allo studio associato di via Bonomelli, lo conferma. «Verifichiamo ogni giorno l’aumento di questi disturbi - spiega - perché su 10 pazienti che vengono qui, almeno 2 soffrono di disturbi legati alla salute mentale, con casi più o meno gravi, a volte ancora in fase iniziale».
Pazienti che, a volte, possono essere molto giovani…
«Sì, l’aumento di queste problematiche per i ragazzi è evidente. Dopo il periodo del Covid la crescita è stata costante. Noi medici di base, ormai, seguiamo anche undicenni o dodicenni perché le famiglie preferiscono affidarli a noi e lasciare il pediatra di fiducia prima del tempo limite, fissato ai 16 anni. Sia perché i pediatri sono sovraccarichi di lavoro, sia perché il ragazzo si sente più a suo agio in un ambulatorio di adulti. Questi ragazzi sono sempre accompagnati dai genitori e il nostro sforzo è quello di indagare più a fondo sul malessere che manifestano. Ci sono casi che possono essere affidati ad uno psicologo e altri, più rari ma molto più gravi - posso citare il caso di un disturbo depressivo maggiore con spinta suicidaria – che devono essere presi in carico da un’équipe di Psichiatria e che necessitano un ricovero. Noi diamo di conseguenza indicazioni alla famiglia per una visita specialistica. L’assistenza può essere svolta sia dal servizio pubblico che dal privato. Quel che verifico è che c’è comunque una collaborazione tra gli specialisti. Anche lo psicologo che riceve in uno studio privato è in contatto con la struttura pubblica e spesso controlla da noi se il paziente collabora ed è regolare nelle visite».
Nota una fascia d’età particolarmente a rischio di disturbi mentali?
«Sono due le fasce d’età che hanno registrato un forte incremento: quella che va dai 12 anni e quella che va dai 30 ai 50 anni. In questa seconda fascia, più pazienti donne che uomini».
Il ragazzino che si presenta con la mamma è in grado di spiegare il suo disturbo?
«Non è facile tirar fuori a un ragazzino le ragioni del disagio. Sono restii a parlarne, dobbiamo avere pazienza. Quando si convincono di aver bisogno (...)».
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