«Casi in aumento, ma poche risorse»

Secondo Cogrossi, psichiatra, direttore dell’Unità operativa di Psichiatria dell’Asst di Cremona dal dicembre 2022, traccia un quadro del momento. Non nasconde i problemi di personale, soprattutto nel Casalasco e i lavori in corso che penalizzano alcuni servizi. Ma per il prossimo futuro si fa molto affidamento su un piano di programmazione triennale progettato con la Regione.
Come è organizzata l’Unità operativa?
«L’Unità operativa di Psichiatria è una delle strutture che afferiscono al Dipartimento di Salute mentale delle dipendenze che è l’organo superiore che dirige anche servizi come la Neuropsichiatria infantile, la Psicologia clinica, il Serd. Siamo dunque una delle ramificazioni del Dipartimento. A nostra volta, siamo organizzati in diversi centri e vari servizi. Abbiamo la struttura ospedaliera che è il servizio psichiatrico diagnostico situato in uno dei padiglioni esterni, poi c’è un’articolazione sul territorio che comprende il Centro psico-sociale con due sedi, una a Cremona e l’altra a Casalmaggiore. Ci sono due ambulatori esterni, uno a Soresina presso il Nuovo Robbiani e l’altro a Piadena. Nel primo ambulatorio c’è una consulenza settimanale, nell’altro quindicinale. C’è poi tutta la parte delle Comunità. A Cremona si sono: una comunità definita “ad altra protezione” con 16 posti letto e una Comunità “ad alta intensità riabilitativa” che arriverà a 15 posti letto. Uso il futuro perché a marzo dell’anno scorso sono iniziati dei lavori di ristrutturazione che si stanno ultimando e per la riapertura occorrerà anche l’autorizzazione di Ats, organo di controllo e di valutazione. C’è un’altra struttura residenziale, sempre ad altra intensità riabilitativa” con 12 posti letto a Casalmaggiore. A Cremona c’è un Centro diurno, in via Belgiardino, che ospita fino a 25 pazienti mentre a Casalmaggiore ci sono lavori in corso per poterlo riaprire».
«L’Unità operativa di Psichiatria è una delle strutture che afferiscono al Dipartimento di Salute mentale delle dipendenze che è l’organo superiore che dirige anche servizi come la Neuropsichiatria infantile, la Psicologia clinica, il Serd. Siamo dunque una delle ramificazioni del Dipartimento. A nostra volta, siamo organizzati in diversi centri e vari servizi. Abbiamo la struttura ospedaliera che è il servizio psichiatrico diagnostico situato in uno dei padiglioni esterni, poi c’è un’articolazione sul territorio che comprende il Centro psico-sociale con due sedi, una a Cremona e l’altra a Casalmaggiore. Ci sono due ambulatori esterni, uno a Soresina presso il Nuovo Robbiani e l’altro a Piadena. Nel primo ambulatorio c’è una consulenza settimanale, nell’altro quindicinale. C’è poi tutta la parte delle Comunità. A Cremona si sono: una comunità definita “ad altra protezione” con 16 posti letto e una Comunità “ad alta intensità riabilitativa” che arriverà a 15 posti letto. Uso il futuro perché a marzo dell’anno scorso sono iniziati dei lavori di ristrutturazione che si stanno ultimando e per la riapertura occorrerà anche l’autorizzazione di Ats, organo di controllo e di valutazione. C’è un’altra struttura residenziale, sempre ad altra intensità riabilitativa” con 12 posti letto a Casalmaggiore. A Cremona c’è un Centro diurno, in via Belgiardino, che ospita fino a 25 pazienti mentre a Casalmaggiore ci sono lavori in corso per poterlo riaprire».
I dati che abbiamo evidenziano una crescita sensibile dei disturbi psichici. Ce lo può confermare?
«Sì, c’è sicuramente un aumento di richieste nella fascia adulta, in particolare in quella dei giovani adulti».
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«Sì, c’è sicuramente un aumento di richieste nella fascia adulta, in particolare in quella dei giovani adulti».
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