«Un abitare innovativo»

10 OTT 24
Ultimo aggiornamento: 18:26 | 16 MAG 25
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Il coordinamento del progetto “Giovani in centro” è affidato all’assessore Luca Burgazzi. L’ex responsabile della Cultura, oggi ha anche la delega al Turismo. Ma non c’è dubbio che al progetto di riqualificazione di una parte importante del centro città, il sindaco ci tenga molto. Gli chiediamo: ce la farà a completarlo nei 5 anni, visto che, con la dottrina Virgilio, non avrà l’occasione di un terzo mandato? Sorride. Risponde: «Aspettiamo ancora un po’ a discutere del terzo mandato… A parte le battute, il progetto di riqualificazione deve essere per forza rendicontato entro il 2026. Non sono fondi del Pnrr, ma ci sono tempi da rispettare anche per i finanziamenti europei e regionali. La necessità è completare i lavori entro un paio di anni. Anch’io tengo molto a questo progetto che rappresenta una grande sfida: restituire ai cremonesi una parte del centro e valorizzarla a favore dei giovani».
Quando apriranno i primi cantieri?
«L’ipotesi più concreta è un inizio dei lavori nella seconda metà del prossimo anno. Quindi dovremo andare molto celermente. Vedremo se riusciremo ad anticipare qualcosa nei primi mesi del 2025. Cominceremo comunque dalle piazze. E la sorpresa è che ci sarà una terza nel percorso pedonale che collegherà piazza Lodi a piazza Giovanni XXIII. Per il momento, si può solo intuire».
Ma 20 milioni di euro dai bandi più i 2 milioni dalla Regione, basteranno?
«Lo vedremo: speriamo di sì, di certo li dovremo rendicontare. Il complesso di San Francesco ha dimensioni enormi, raggiunge i 6mila metri quadrati. Riusciremo a ristrutturarne i due terzi, ma la parte rimanente avrà già tutta l’impiantistica. Ma c’è anche lo stabile di via Radaelli per l’housing sociale, la palazzina Sozzi e il Vecchio Passeggio».
L’accordo con la Soprintendenza è scritto sulla pietra?
«Ritengo sia un accordo che ci metta al riparo dai rischi di interruzioni, in considerazione dell’importanza storica degli edifici. La valenza dell’accordo è più grande perché la Soprintendenza si incarica di iniziare il (...)».
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