«Una perfezione che non esiste»

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Ultimo aggiornamento: 18:26 | 16 MAG 25
Immagine di «Una perfezione che non esiste»
La bellezza è sempre stata oggetto di studio e di ricerca, in tutte le discipline, dall’arte alla storia. Ma se da sempre il mondo è stato esposto a modelli e standard fisici, i mezzi di comunicazione hanno quasi esasperato il concetto. «Dalla nascita delle prime soubrette abbiamo sempre avuto paragoni con un corpo femminile che fosse longilineo, con le giuste curve e proporzioni», spiega Cristina Leani, psicologa. «In questa epoca con l’avvento dei social, siamo ancora più esposti a quell’immagine femminile che rasenta la perfezione. Veniamo quotidianamente bombardati di immagini, che diventano uno standard a cui tutti aspirano».
Questo cosa comporta?
«Si crea un gap, perché se la maggior parte delle persone sogna un corpo perfetto, dimentichiamo che spesso questi modelli non sono reali. Si tratta, infatti, nella maggior parte dei casi, di immagini modificate e rese artificialmente perfette. Dunque, si fatica a percepire la realtà per quello che è davvero. E questo porta ad una sorta di sconforto: si finisce per guardare al proprio corpo con disprezzo e disgusto, in un continuo confronto con un reale che in realtà è costruito. Questo accade soprattutto ai giovani. L’adolescente ha una mente a cui manca questa capacità riflessiva che porti a scindere il reale dall’immaginario, e quindi è ancora più sensibile e sovraesposta».
Quali sono le conseguenze?
«Di conseguenze psicologiche ce ne sono diverse. Come, ad esempio, il rischio di cadere nei disturbi del comportamento alimentare, o nelle sindromi da overtraining (dipendenza dall’attività fisica). Anche se ovviamente queste non sono le uniche cause di tali patologie: sicuramente sono fattori facilitanti di un disturbo, che però è già in essere, in persone che probabilmente portano con sé già tante altre fragilità».
Ma non ci sono solo disturbi alimentari tra i nemici dietro l’angolo…
«Vero. Talvolta si può arrivare anche a comportamenti di devianza. Migliorare il proprio aspetto comporta infatti la necessità di avere accesso a determinati strumenti, dalla palestra all’estetista. E un giovane, che non possiede potere economico, potrebbe cadere in una devianza del comportamento. Come mettersi su una piattaforma social a proporre contenuti sessuali spinti, vendere il proprio corpo, e via di seguito. Questo, oltre a portare (...)».
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