È oggettiva o no?

3 OTT 24
Ultimo aggiornamento: 18:26 | 16 MAG 25
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Mi era venuto da sorridere nel sentire il racconto di Diletta Leotta sulla nota presa in seconda liceo perché disturbava la classe. Lei aveva spiegato: «Non avevo detto una parola, avevo solo indossato i leggins per la lezione di ginnastica». Bellezza oggettiva, si direbbe.
Il quesito è vecchio: la bellezza femminile è oggettiva o soggettiva? Uno che se ne intendeva, l’avvocato Gianni Agnelli, con il suo snobismo in merito ai discorsi maschili sull’altro sesso, una volta disse: «Io non parlo di donne; io parlo con le donne». Padre Giulio Albanese, missionario comboniano, ha avuto la fortuna di conversare a lungo con una top model. Aveva raccontato che, in un viaggio di ritorno dall’Africa, aveva avuto il 22A, posto al finestrino accanto a Claudia Schiffer. Erano poi diventati amici e credo proprio che lei finanziasse alcuni suoi progetti. Potrei aggiungere che la fortuna arride un po’ di più a chi ha la possibilità di viaggiare in business.
Giro il quesito sulla bellezza a dei cari amici giornalisti e chiedo loro 5 nomi “indiscutibili”. Roberto Raja, oggi al desk centrale del Foglio a Roma,  è il primo a rispondermi e argomenta: «Credo che ci sia una parte di oggettività nella “bellezza femminile” (ma già a nominarla sento il bisogno di metterla tra virgolette) legata a un certo canone che però può variare nel tempo, e già qui perde un po’ di oggettività: l’altro ieri le maggiorate, ieri le magre da sfilata, oggi le curvy… e a questo punto, dimmi anche di cosa parliamo: di corpo, di viso, di tutto quanto? E poi c’è la grande soggettività del nostro sguardo, di noi singoli e di noi maschietti o maschiacci. Che oltretutto nell’idea di (...).
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