Sul Treno del Foliage

26 SET 24
Ultimo aggiornamento: 18:25 | 16 MAG 25
Immagine di Sul Treno del Foliage
La mia prima volta in Val Vigezzo la ricordo come fosse ieri, eppure sono già passati 8 anni. Frequentavo ancora l’Università e un mio compagno di studi originario proprio di Santa Maria Maggiore me l’aveva più volte descritta come un paradiso in terra, a pochi passi dalla Svizzera e abbracciato da una bellezza collaterale tipica di un piccolo paese di montagna. Ricordo con simpatia il suo intento di decantare quella che definiva con orgoglio “la mia Valle”, mentre noi in una illuminatissima Milano cercavamo di districarci tra un esame universitario e l’altro, senza forse renderci davvero conto di quanto quella vita metropolitana potesse distaccarsi dai romantici luoghi dai quali provenivamo. Fu proprio in una pausa universitaria, a pochi giorni dal Natale, che decisi di seguire Manuel e qualche altra amica
nella “sua” Val Vigezzo, aspettandomi certo un bel weekend, senza sapere tuttavia che di quel piccolo angolo di paradiso in terra mi sarei innamorata perdutamente.
Come è forse normale che sia, il più delle volte chi abita un luogo rischia altresì di abituarvisi a tal punto da non riuscirne più a cogliere le peculiarità intrinseche. Per quanto Manuel avesse cercato di anticiparmi ciò che in Val Vigezzo avrei trovato, ciò che mi avrebbe atteso nel “mio piccolo paesino di montagna”, molte furono le cose che benevolmente dimenticò di anticiparmi, così mai avrei pensato di riscoprire proprio lì una cultura estremamente profonda, illuminata, dove non è solo la montagna a diventare protagonista ma con essa anche l’arte e la magia, la maestria di un artigianato raro da rintracciare altrove....
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