«Io sono d’accordo: se ne può fare a meno. Mamme troppo in ansia»

26 SET 24
Ultimo aggiornamento: 20:2516 MAG 25
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Alla media Campi la circolare del ministro Valditara che impedisce l’utilizzo degli smart phone in classe, cambia poco o niente la situazione. Infatti, dal suo insediamento, 3 anni fa, la dirigente Maria Giovanna Manzia ha sempre seguito la stessa linea: no ai telefonini in classe, a meno che lo richiedano espressamente i genitori. Ma anche in questo caso gli smart phone devono restare spenti durante le ore di lezione.  La vicepreside Santina Cattaneo, docente di Lettere, che oggi si definirebbe “collaboratrice della dirigente”, ci conferma che anche in questo inizio scolastico è stata mandata una circolare alle famiglie (e per conoscenza ai docenti) nella quale si ribadisce che è proibito l’uso del cellulare in classe. La lettera della nostra preside ha anticipato il ministro, ma del resto era così anche l’anno scorso e l’altr’anno». «C’è una deroga - continua la professoressa - per quei genitori che hanno la necessità di lasciare il cellulare al figlio. Devono motivarlo e chiederlo via mail alla preside. Ma il cellulare va spento all’entrata in classe e può essere riacceso solo alla fine delle lezioni».
Immagino che la motivazione dei genitori sia quella di poterli contattare all’uscita…
«Sì, il bambino può arrivare da solo e andare a casa da solo. Può sentirsi in ansia per questo o forse sono preoccupati i genitori… Ricordare gli impegni del pomeriggio, insomma quello che riguarda la programmazione familiare».
I ragazzi arrivano con il cellulare acceso ma, all’entrata in classe, devono spegnerlo. Ma lo fanno proprio tutti?
«Non proprio tutti e non sempre. Ma se sentiamo squillare il telefono o vediamo lo studente giocarci, abbiamo l’indicazione di ritirarlo e di consegnarlo soltanto a un genitore. Quest’anno, visto la circolare del ministro, la nostra dirigente ha invitato i genitori a riflettere bene prima di chiedere la deroga. In sostanza, ai genitori viene chiesto di valutare se c’è una vera necessità e di non chiedere la deroga tanto per…».
Qual è la sua opinione sull’appello di pedagoghi e psicologi per una legge che vieti lo smart phone ai minori di 14 anni e anche l’accesso ai social ai minori di 16?
«Io sono pienamente d’accordo perché, posto che i social e i cellulari sono comunque strumenti importanti se ben utilizzati, purtroppo i ragazzi non hanno la capacità di discernere quello che è buono e quello che non lo è. Il rischio è di utilizzare i telefonini nella maniera meno appropriata o non adeguata alla loro età. Quindi il fatto che fino a 14 anni non lo possano utilizzare, mi sembra un’indicazione positiva. Del resto, tutta la nostra generazione ne ha fatto a meno e (...)».
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