«Modello innovativo e replicabile»

Siamo impastati di storie e di ricordi. Poi capita che i ricordi si affievoliscano, che intorno tutto si faccia estraneo, che il passato si confonda... chi siamo, allora? Siamo il presente, siamo ciò che resta e il “qui e ora” merita tutta l’attenzione e la qualità possibili. Non un sopravvivere ma la ricerca di un vivere pieno nonostante “un nemico invisibile che consuma, senza sconti, inesorabilmente”. Il tema del decadimento cognitivo è un pensiero che aleggia ma senza opprimere tra le vie de “Il Paese Ritrovato” alle porte di Monza, un villaggio che, inaugurato nel 2018 dalla Cooperativa La Meridiana, oggi accoglie 64 persone con Alzheimer. Una vera e propria cittadina con piazze, vie, cinema, teatro, il bar, parrucchiere, negozi, laboratori, l’orto e i giardini, ah... naturalmente anche l’ amato cane. Un unicum in tutta Italia, un mondo in miniatura dove tutto richiama la quotidianità di “fuori” e dove la qualità del “qui e ora” diventa centrale per gli ospiti -, ammette Marco Fumagalli, coordinatore dei Servizi educativi de La Meridiana - e centrale per noi, perché ci permette di leggere il futuro in maniera profondamente diversa». Del resto - recita lo spot che passa anche in televisione - «la demenza non cancella il desiderio di essere amato e di essere valorizzato attraverso una strategia individualizzata”. Il report sui risultati medico-scientifici del Paese Ritrovato conferma che si tratta di “un progetto efficace, innovativo e rivoluzionario».
«Dal 2018 - si legge nel testo a firma di Mariella Zanetti, geriatra della Cooperativa - i cittadini del borgo hanno beneficiato di una nuova cultura della cura che ha generato una migliore qualità della vita per tutti gli attori coinvolti in questa terribile malattia. Un’indagine realizzata attraverso una serie di interviste ai residenti che ha permesso di verificare che “il punteggio medio di percezione è maggiore rispetto al valore di cut-off della scala, tarata su strutture più tradizionali per la long term care... Nel modello villaggio le persone si sentono coinvolte socialmente, ingaggiati in attività significative e con un senso positivo di autorealizzazione. Esprimono inoltre un buon rapporto con il personale e appagamento per quanto riguarda l’ambiente in cui vivono”. Il Paese Ritrovato - continua - «non è percepito dai residenti come un luogo di cura in particolare di una “cura sanitaria”, ma è vissuto (...)».
«Dal 2018 - si legge nel testo a firma di Mariella Zanetti, geriatra della Cooperativa - i cittadini del borgo hanno beneficiato di una nuova cultura della cura che ha generato una migliore qualità della vita per tutti gli attori coinvolti in questa terribile malattia. Un’indagine realizzata attraverso una serie di interviste ai residenti che ha permesso di verificare che “il punteggio medio di percezione è maggiore rispetto al valore di cut-off della scala, tarata su strutture più tradizionali per la long term care... Nel modello villaggio le persone si sentono coinvolte socialmente, ingaggiati in attività significative e con un senso positivo di autorealizzazione. Esprimono inoltre un buon rapporto con il personale e appagamento per quanto riguarda l’ambiente in cui vivono”. Il Paese Ritrovato - continua - «non è percepito dai residenti come un luogo di cura in particolare di una “cura sanitaria”, ma è vissuto (...)».
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