«Accanto a una vita "diversa". Un solo aggettivo: straziante»

19 SET 24
Ultimo aggiornamento: 20:2516 MAG 25
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«L’esperienza di un familiare colpito dal morbo di Alzheimer è straziante. Lo è all’inizio quando compaiono i primi sintomi, lo è al momento del ricovero definitivo e lo è ancora oggi nelle visite che compiamo. Non trovo un aggettivo diverso: straziante». Chiara Capelletti, responsabile comunicazione dell’Ats e consigliere comunale, racconta con coraggio il dramma familiare. «Sono passati 6 anni - racconta - da quando sono emersi i primi sintomi. All’inizio, non so spiegarmi il perché, eravamo quasi curiosi di capire come potesse non ricordarsi di un aspetto semplice della vita quotidiana oppure i nomi degli amici che conosceva da tempo. Poi, è subentrata una forte preoccupazione e una sorta di stordimento. Vederne il declino, giorno dopo giorno, è un aspetto drammatico, difficile da accettare. Il Covid lo ha colpito quando era già sottoposto a cure, ma abbiamo l’impressione che abbia dato una forte accelerazione alla malattia. Ha vissuto un periodo che i medici hanno definito di “delirium” e si può immaginare che effetto abbia avuto sulla nostra vita. (...)».
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