Moda e abbigliamento, un calo preoccupante

La stagione dei saldi estivi volge al termine, ed è tempo di bilanci per gli esponenti del commercio cremonese. A tracciare un quadro tutt’altro che positivo è Confcommercio Cremona, che evidenzia una situazione di preoccupante calo rispetto allo scorso anno.
«Non possiamo dirci soddisfatti» commenta Marco Stanga, presidente di Federmoda Cremona. «Abbiamo riscontrato un calo sui saldi d’estate pari all’8%. E’ un dato preoccupante e che interessa, in particolare, moda e abbigliamento, ovvero un settore che solitamente vede nei saldi il suo momento di riscatto. Le motivazioni sono varie: costo della vita, aumenti generalizzati, ma anche il gran caldo delle ultime settimane che hanno scoraggiato gli acquisti».
«Non possiamo dirci soddisfatti» commenta Marco Stanga, presidente di Federmoda Cremona. «Abbiamo riscontrato un calo sui saldi d’estate pari all’8%. E’ un dato preoccupante e che interessa, in particolare, moda e abbigliamento, ovvero un settore che solitamente vede nei saldi il suo momento di riscatto. Le motivazioni sono varie: costo della vita, aumenti generalizzati, ma anche il gran caldo delle ultime settimane che hanno scoraggiato gli acquisti».
Quali settori hanno avuto maggiore impulso, e quali invece sono rimasti indietro?
«Non parlerei di un nuovo impulso ma di cambiamento delle abitudini d’acquisto e di priorità anche dovute alle difficoltà della nostra economia. Inflazione in primis. Sono calati gli acquisti di abiti e si tende ad investire di più in tempo libero, turismo e tecnologia».
Ci si affaccia alla stagione autunnale, dal punto di vista delle vendite, ma di fatto, guardando alle temperature, è ancora estate piena: questo preoccupa i commercianti che iniziano ad esporre in vetrina capi pesanti?
«Le scorte nei magazzini sono ancora importanti e contiamo su settembre per il rush finale. La nostra città sarà interessata da “Lo Sbaracco” e speriamo sia l’occasione per intercettare gli ultimi acquisti, per un colpo di coda finale che possa (...)».
«Non parlerei di un nuovo impulso ma di cambiamento delle abitudini d’acquisto e di priorità anche dovute alle difficoltà della nostra economia. Inflazione in primis. Sono calati gli acquisti di abiti e si tende ad investire di più in tempo libero, turismo e tecnologia».
Ci si affaccia alla stagione autunnale, dal punto di vista delle vendite, ma di fatto, guardando alle temperature, è ancora estate piena: questo preoccupa i commercianti che iniziano ad esporre in vetrina capi pesanti?
«Le scorte nei magazzini sono ancora importanti e contiamo su settembre per il rush finale. La nostra città sarà interessata da “Lo Sbaracco” e speriamo sia l’occasione per intercettare gli ultimi acquisti, per un colpo di coda finale che possa (...)».
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