«Sorprese? La mezzofondista Battocletti»

25 LUG 24
Ultimo aggiornamento: 18:23 | 16 MAG 25
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Affidiamo a Tiziano Zini, direttore sportivo della Cremona sportiva Atletica Arvedi nonché da 4 anni delegato provinciale del Coni, una valutazione sulla spedizione azzurra a Parigi nel settore dell’Atletica. Soprattutto riguardo ai cremonesi Sveva Gerevini, Riccardo Orsoni e Fausto Desalu, ma anche degli altri azzurri, protagonisti seguitissimi degli Europei di Roma in giugno.
Partiamo da Sveva Gerevini. Quando ha avuto la certezza di poter andare a Parigi?
«Il 30 giugno si sono chiuse le graduatorie per l’Eptathlon e le prime 24 del ranking sono state ammesse ai Giochi. Devo dire che il criterio dei punti della specialità, a seconda dell’importanza dei meeting disputati e delle prestazioni, è qualcosa di particolarmente complesso. Comunque Sveva viaggia attorno alla quattordicesima posizione, si è dunque qualificata con un ampio margine. Quando agli Europei di Roma ha stabilito il nuovo record italiano, che resisteva da oltre 20 anni, tutti abbiamo capito che ce l’avrebbe fatta».
Come sono organizzate le gare di Eptathlon?
«Su due giorni, 7 prove in tutto. Il primo giorno, venerdì 2 agosto, sono previste le gare dei 100 ostacoli, del salto in alto, del lancio del peso e i 200 piani. La giornata successiva le atlete si cimenteranno nel salto in lungo e nel lancio del giavellotto. L’ultima prova saranno gli 800 metri piani».
In quale specialità Sveva è più forte e in quale è più in difficoltà?
«Siamo al top mondiale, occorre essere competitivi in tutte le gare. Sveva ha i suoi punti di forza in tutte le gare di corsa, da quelle di velocità al mezzofondo. In più è forte nel salto in lungo. Deve cercare di migliorare nel lancio del peso mentre si difende nel salto in alto e nel lancio del giavellotto».
Che risultato può porsi come obiettivo?
«Credo che essere arrivata a Parigi sia già un grande risultato. Poi, il contesto, il livello delle avversarie, potrebbe esserle d’aiuto per provare a ritoccare il record italiano. La seguiremo con interesse, ma (...)».
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