Pubblico e Terzo settore alleati per costruire il cambio di prospettiva

19 GIU 24
Ultimo aggiornamento: 20:2216 MAG 25
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Rosita Viola, assessore uscente alle Politiche Sociali del comune di Cremona, illustra i progetti in essere, le problematiche e le aspettative future legate al “Dopo di noi”.
Quali sono i progetti principali relativi al Dopo di noi e con quali enti-associazioni li avete realizzati?
«Il Comune di Cremona, ha attivi 22 progetti personalizzati finalizzati al miglioramento dell’autonomia realizzati con diversi enti accreditati: le cooperative Lae, Agropolis, Meraki, Dolce, Ventaglio Blu. Sono progetti realizzati con l’Azienda Sociale del Cremonese attraverso l’assegnazione di risorse messe a bando con avviso pubblico, perché le persone interessate possano presentare domanda. Nello specifico, Regione Lombardia ha approvato un proprio Piano Operativo regionale, attraverso il quale ha finalizzato i fondi ministeriali per la realizzazione di interventi di carattere infrastrutturale e gestionale a favore delle persone con disabilità di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Il Fondo “Dopo di noi” si inserisce nel quadro di questo Programma operativo. Per garantire la massima autonomia e promozione dell’inclusione sociale della persona con grave disabilità, è prevista la costruzione di un progetto individualizzato di durata almeno biennale con il coinvolgimento della persona, dei familiari o di chi ne tutela gli interessi».
Che importanza ha rivestito, e riveste, la legge sul Dopo di noi?
«La forza innovativa della legge 112/2016 consiste non solo e non tanto nel pensare a nuove strutture residenziali dove le persone con disabilità possono vivere “durante” o “dopo di noi” ma nel cambiamento della prospettiva esistenziale e di nuovi percorsi di vita ovvero dal tenere i figli, la sorella, il fratello a casa finché la famiglia riesce, a costruire un percorso di vita indipendente insieme, considerando tutte le fasi della vita di una persona. Questo comporta un cambiamento culturale in tutti gli ambiti, dai servizi alla comunità e richiede tempo, competenze e risorse».
Come viene attuato il supporto alle famiglie coinvolte?
«L’attività di supporto alle famiglie che ho incontrato nell’ambito del progetto “A mano libera” ed è stato particolarmente intenso ed emozionante. Il progetto è promosso dal Comune di Cremona, dall’Azienda Sociale del Cremonese e dalle cooperative sociali Lae; Meraki; Dolce e Agropolis. Se da una parte (...)».
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