«Premiati questi dieci anni»

Una vittoria di “corto muso”, ma pur sempre una vittoria. Filippo Bongiovanni, 44 anni, sostenuto da tutti i partiti di Centrodestra, ha conquistato il suo terzo mandato a sindaco di Casalmaggiore battendo di 47 voti Luciano Toscani, candidato del Centrosinistra. La contesa si è giocata su un pugno di voti, con l’uscente in vantaggio nelle frazioni e Toscani in grado di recuperare nei seggi cittadini. Al microfono di Cremona1, con Giovanni Gardani, il sindaco ha raccontato che il primo risultato che gli è arrivato è stato quello del seggio 6, nel quale è usciva sconfitto per un centinaio di voti. Ma anche nel secondo era perdente per qualche decina di voti. Poi, via via, lo scrutinio si è assestato su numeri a lui favorevoli. Nell’analisi del voto ha inciso il forte calo dei votanti, una parziale sorpresa anche per il sindaco.
Nei primi commenti, televisivi, è parso più contrariato che soddisfatto per il minimo scarto finale. A qualche ora di distanza, apprezza meglio la vittoria, la terza consecutiva?
«Mai stato contrariato – risponde Bongiovanni - c’era forte tensione e altrettanta soddisfazione, ero pronto a qualsiasi risultato. Sono già al lavoro dal giorno dopo, in Comune, come negli ultimi 10 anni a questa parte. La vittoria è la conseguenza di un lavoro costante, concreto e di una squadra molto coesa».
«Mai stato contrariato – risponde Bongiovanni - c’era forte tensione e altrettanta soddisfazione, ero pronto a qualsiasi risultato. Sono già al lavoro dal giorno dopo, in Comune, come negli ultimi 10 anni a questa parte. La vittoria è la conseguenza di un lavoro costante, concreto e di una squadra molto coesa».
C’è stato un forte calo dei votanti, 10 punti in meno rispetto a 5 anni fa. La tendenza è generale, ma per la sua città può trovare una ragione particolare?
«Prevedevo un 62-63% di votanti, ma sono stati ancora meno il 57,5%. Un po’ è per l’aumento degli AIRE che sono nel corpo votanti, ma vivendo all’estero sappiamo già che non si presenteranno nel 99% dei casi, un po’ per la disaffezione generale: giovani e nuovi italiani di origine straniera talvolta sono disinteressati alle sorti della loro città».
«Prevedevo un 62-63% di votanti, ma sono stati ancora meno il 57,5%. Un po’ è per l’aumento degli AIRE che sono nel corpo votanti, ma vivendo all’estero sappiamo già che non si presenteranno nel 99% dei casi, un po’ per la disaffezione generale: giovani e nuovi italiani di origine straniera talvolta sono disinteressati alle sorti della loro città».
Toscani le ha dato del filo da torcere: cosa l’ha sorpresa in un avversario che aveva definito fermo a 20 anni fa, all’epoca del suo mandato?
«Sapevo che sarebbe stata una battaglia all’ultimo voto, la candidatura era di peso, perché avendo amministrato in passato gli elettori lo giudicavano persona con esperienza e affidabile. Poi non dimentichiamo l’effetto nostalgia che proviamo (...)».
«Sapevo che sarebbe stata una battaglia all’ultimo voto, la candidatura era di peso, perché avendo amministrato in passato gli elettori lo giudicavano persona con esperienza e affidabile. Poi non dimentichiamo l’effetto nostalgia che proviamo (...)».
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