In fila per l'ultimo mattone

30 MAG 24
Ultimo aggiornamento: 18:20 | 16 MAG 25
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C’è ancora una ruspa al lavoro, ma al nuovo Centro Sinapsi ci si può già arrivare in auto. Da poco è stata ultimata la strada: un massetto drenante ai cui lati verranno piantati dei ciliegi. ll parco del Morbasco è rigoglioso: vederlo a fine maggio dà un effetto ben diverso rispetto a dicembre. I condomini di via 1° maggio, quartiere Po, sono a due passi. In bici, c’è un papà ha portato a vedere il Centro la sua bambina down, seduta sul sellino posteriore. Si sentono anche i versi degli anatroccoli. Un dubbio: no, questa è la suoneria del cellulare di Filippo Ruvioli…
Cosa manca per partire?
«Per partire – risponde Filippo Ruvioli, presidente di Occhi azzurri - manca ancora un pezzettino di quella squadra che gestirà il Centro, alcuni ruoli nel gruppo di lavoro. Però le figure apicali ci sono, la Cosper ci aiuterà nella parte formativa e potrà garantire continuità nell’erogazione dei servizi. Noi stiamo procedendo nella direzione degli accreditamenti. Ci incoraggia la volontà degli Enti di seguirci: ci ritengono una risorsa da valorizzare. Dopo l’accreditamento ci sarà la parte più complicata che è la contrattualizzazione, ovvero la messa a disposizione di una somma di denaro per erogare le prestazioni per le quali siano stati accreditati. Non dipenderà dal numero di utenti. Nel momento in cui siamo ritenuti un ente erogatore di servizi, la Regione stabilisce qual è il tuo tetto di prestazioni in un anno e sulla base di quello, ti fornisce un budget. Questo è un passaggio che deve avvenire dopo che siamo stati autorizzati a fornire servizi sanitari e socio-educativi, dopo che abbiamo ottenuto l’accreditamento. Penso che a settembre potremo andare in Regione a chiedere il budget per il 2025».
Ripercorriamo i 3 step.
«Il primo: autorizzazione sanitaria e socio educativa che concedono, rispettivamente, l’Ats e l’Azienda sociale. Poi c’è l’accreditamento, con gli stessi soggetti esaminatori, poi c’è la contrattualizzazione che è l’ultimo step e destina dei fondi per l’erogazione dei servizi in convenzione».
Quindi siete già a buon punto sulla parte gestionale che è quella che riservava più incognite.
«Questo è sempre stato il nodo centrale, ma noi ce ne stiamo occupando da 4 anni. La parte in solvenza dovrebbe garantire un riscontro economico mentre la parte in convenzione garantisce l’aspetto sociale della nostra iniziativa. La signora Maria può arrivare qua con la ricetta rossa e la sua prestazione sarà a carico del (...)».
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