Ambiente, giustizia sociale e nuove generazioni

Tra i candidati alle Europee, Arianna Bettin, classe 1995, è attuale assessora alla Cultura del Comune di Monza. Correrà per “Alleanza Verdi e Sinistra”.
Bettin, quali sono i temi cardine del partito? E perché ha scelto di candidarsi?
«“Alleanza Verdi e Sinistra” nasce da un’intuizione fondata nel tentativo di tenere unite la tematica ambientale e quella della giustizia sociale: due argomenti che non possono che essere affrontati insieme. Ho scelto di candidarmi per cercare di dare il mio contributo allo sviluppo di questi temi e, essendo io under 30, per rappresentare una generazione, affinché ci sia qualcuno che porti avanti queste istanze a livello europeo».
«“Alleanza Verdi e Sinistra” nasce da un’intuizione fondata nel tentativo di tenere unite la tematica ambientale e quella della giustizia sociale: due argomenti che non possono che essere affrontati insieme. Ho scelto di candidarmi per cercare di dare il mio contributo allo sviluppo di questi temi e, essendo io under 30, per rappresentare una generazione, affinché ci sia qualcuno che porti avanti queste istanze a livello europeo».
Tutela ambientale e sviluppo economico possono quindi coesistere?
«Assolutamente sì. Non è facile, richiede un impegno politico non da poco, ma abbiamo le tecnologie per farlo. Ma non è solo questione, per esempio, di convertire le industrie, si tratta piuttosto di modificare lo stile di vita dei cittadini. Basti pensare alle auto elettriche: il nostro obiettivo non è quello di far acquistare auto elettriche a tutti i cittadini, piuttosto quello di rendere sempre meno necessario lo spostamento con mezzi propri, attraverso una maggiore connessione, con trasporti pubblici sostenibili, tra le città. Dobbiamo poi puntare alle Comunità energetiche rinnovabili, a una logistica più sostenibile, a edifici e trasporti più sostenibili, magari favorendo tutto questo con un sistema fiscale ad hoc. E occorre partire dalle città».
«Assolutamente sì. Non è facile, richiede un impegno politico non da poco, ma abbiamo le tecnologie per farlo. Ma non è solo questione, per esempio, di convertire le industrie, si tratta piuttosto di modificare lo stile di vita dei cittadini. Basti pensare alle auto elettriche: il nostro obiettivo non è quello di far acquistare auto elettriche a tutti i cittadini, piuttosto quello di rendere sempre meno necessario lo spostamento con mezzi propri, attraverso una maggiore connessione, con trasporti pubblici sostenibili, tra le città. Dobbiamo poi puntare alle Comunità energetiche rinnovabili, a una logistica più sostenibile, a edifici e trasporti più sostenibili, magari favorendo tutto questo con un sistema fiscale ad hoc. E occorre partire dalle città».
L’energia nucleare può essere una soluzione?
«Il nucleare è un tema scivoloso. Gli studi ci dicono che in questo momento le tecnologie rinnovabili non ci garantiscono una costanza nell’approvvigionamento energetico e ci portano a riflettere sul fatto che ne servano di ulteriori. Ci sono Stati, in Europa, che già lo sfruttano e nazioni invece con potenzialità diverse, come l’Italia. Penso quindi che ciascun Paese possa (...)».
«Il nucleare è un tema scivoloso. Gli studi ci dicono che in questo momento le tecnologie rinnovabili non ci garantiscono una costanza nell’approvvigionamento energetico e ci portano a riflettere sul fatto che ne servano di ulteriori. Ci sono Stati, in Europa, che già lo sfruttano e nazioni invece con potenzialità diverse, come l’Italia. Penso quindi che ciascun Paese possa (...)».
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