«La mia disavventura col 110: ditte sparite»

L’opportunità di eseguire interventi di efficientamento energetico, approfittando dei bonus concessi dai vari governi, non sempre ha portato ai risultati sperati: esperienza negativa quella del professore Vincenzo Montuori nella sua casa sul Lago di Garda.
Dove e quando ha fatto gli interventi?
«Quando uscì il super bonus nel 2021, in verità il mio primo pensiero fu che avrei potuto sistemare la facciata di casa mia in città. Contemporaneamente però l’assemblea del condominio a Lugana di Sirmione, dove io e mia moglie abbiamo un monolocale, approvò a maggioranza la decisione di procedere a una riqualificazione dello stabile».
«Quando uscì il super bonus nel 2021, in verità il mio primo pensiero fu che avrei potuto sistemare la facciata di casa mia in città. Contemporaneamente però l’assemblea del condominio a Lugana di Sirmione, dove io e mia moglie abbiamo un monolocale, approvò a maggioranza la decisione di procedere a una riqualificazione dello stabile».
Quali le caratteristiche di questa operazione?
«Dico subito che, davanti alla scelta di affidare i lavori a una ditta di Monza con un ingegnere di Roma, cominciai a nutrire qualche perplessità: mi sembrò strano che non si fosse scelto una ditta bresciana e tecnici del territorio, considerato che sicuramente ce ne sarebbe stata almeno una capace di fare quei lavori. Brescia, che è la quarta città industriale d’Italia, vanta numerose e qualificate imprese in ogni settore dell’edilizia civile. Infatti, all’inizio dei lavori ci sono stati due subappalti, dopo tre/quattro mesi altri tre e dopo otto mesi complessivi ancora cinque o sei, per cui si è arrivati ad un totale di undici: questo fa capire come girano spesso le cose. La proposta iniziale era di fare il cappotto termico, sostituire gli infissi e le tapparelle, i boiler, le caldaie e la dotazione di porte blindate isolate termicamente per tutti gli appartamenti, una sessantina circa. In seguito però, a causa del rincaro dei materiali e perché non si trovavano le ditte, hanno eliminato quasi tutto tranne il cappotto e la sostituzione degli infissi e dei vetri, mentre il resto è rimasto come prima. Notare che i lavori sono finiti a dicembre dell’anno scorso».
«Dico subito che, davanti alla scelta di affidare i lavori a una ditta di Monza con un ingegnere di Roma, cominciai a nutrire qualche perplessità: mi sembrò strano che non si fosse scelto una ditta bresciana e tecnici del territorio, considerato che sicuramente ce ne sarebbe stata almeno una capace di fare quei lavori. Brescia, che è la quarta città industriale d’Italia, vanta numerose e qualificate imprese in ogni settore dell’edilizia civile. Infatti, all’inizio dei lavori ci sono stati due subappalti, dopo tre/quattro mesi altri tre e dopo otto mesi complessivi ancora cinque o sei, per cui si è arrivati ad un totale di undici: questo fa capire come girano spesso le cose. La proposta iniziale era di fare il cappotto termico, sostituire gli infissi e le tapparelle, i boiler, le caldaie e la dotazione di porte blindate isolate termicamente per tutti gli appartamenti, una sessantina circa. In seguito però, a causa del rincaro dei materiali e perché non si trovavano le ditte, hanno eliminato quasi tutto tranne il cappotto e la sostituzione degli infissi e dei vetri, mentre il resto è rimasto come prima. Notare che i lavori sono finiti a dicembre dell’anno scorso».
Quali sono state le conseguenze?
«Sicuramente un forte malumore, anche perché alcune ditte scomparvero e a dicembre 2022 ci trovammo con diversi lavori abbandonati, senza che fosse (...)».
«Sicuramente un forte malumore, anche perché alcune ditte scomparvero e a dicembre 2022 ci trovammo con diversi lavori abbandonati, senza che fosse (...)».
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