Copertura spese fino al 75%, almeno quinquennale

2 MAG 24
Ultimo aggiornamento: 20:1916 MAG 25
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Mauro Bosio e Giorgio Tomasoni, presidente e vice della sezione cremonese dell’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio, analizzano la prospettiva che segue la direttiva europea sulle case green licenziata in aprile da Bruxelles. La valutazione risente, però, della problematica del Superbonus 110% che ha innescato polemiche in serie e che è continuamente citato dal Governo come un grave danno per le finanze del Paese. Dopo lo stop alle agevolazioni, I condomini che hanno tutt’ora lavori in corso, devono per forza concluderli anche a costo di sacrifici. Questo va fatto per non perdere i contributi sulla parte realizzata nei termini previsti. Sulle tecnologie che portano ad un consumo energetico, una particolare attenzione è rivolta ai pannelli fotovoltaici.
La direttiva europea sulle case green è “una bella idea” seguendo il ragionamento del ministro Giorgetti che ha però aggiunto: chi ci mette i soldi? Condividete o si può fare un ragionamento diverso?
«Il ministro Giorgetti - risponde il presidente Bosio - si riferisce alla sciagurata legge del Superbonus 110%, dove 2 soggetti, nel nostro caso il condominio e l’imprenditore, facevano un accordo per lavori molto importanti che venivano pagati interamente dallo Stato. Anaci, di cui sono il presidente provinciale, ha sempre criticato la misura e consigliato agli associati ed ai condòmini di stare molto attenti, perché questa mancanza di costi per il condominio non doveva tramutarsi in una regalia agli imprenditori. Era però molto difficile arginare le richieste delle imprese che erano oberate d’incarichi e dovevano solo scegliere i committenti più accondiscendenti. Abbiamo dovuto perdere molte opportunità per non diventare complici in questi contratti che si avvicinavano a truffe ai danni dello Stato. Pensiamo che una misura più contenuta, per esempio 75%, consentendo anche ai meno abbienti di accedervi grazie allo sconto in fattura, avrebbe potuto essere fin dall’inizio, ma anche da oggi il provvedimento più giusto. Magari lasciando un giusto (...)».
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