Tempo di fioriture, le Orobie si accendono di colori

Sino agli anni Sessanta del Novecento, nella montagna lombarda erano in voga le “narcisate”. A maggio, durante la fioritura dei narcisi, comitive più o meno numerose partivano alla volta delle Alpi e Prealpi bergamasche e lecchesi per raccogliere decine di esemplari di questo bellissimo fiore. Le foto d’epoca lasciano davvero senza parole.
Si trattava di una tradizione abbastanza consolidata che però - diffondendosi - portò ad una drastica diminuzione della “popolazione” floreale delle montagne più frequentate. Gli appassionati, infatti, non raccoglievano solo i fiori da utilizzare come ornamento di case e balconi o da vendere ai cittadini più pigri: si diffuse, infatti, anche l’abitudine di portare a casa i bulbi nel tentativo di replicare la fioritura senza dover tornare a faticare la primavera seguente.
Oggi sarebbe impensabile e, per fortuna, le montagne si accendono di fioriture da godere senza temere l’assalto dei … raccoglitori.
Nonostante le nevicate tardive di questa primavera, le fioriture sono già partite e nella montagna bergamasca, ad una distanza tutto sommato non eccessiva dalla provincia di Cremona, si possono godere panorami primaverili dove i fiori impreziosiscono ogni veduta. La particolarità di questa stagione è che a distanza di 10-20 giorni tutto cambia: in questi giorni sono i crocus ad essere protagonisti, questi piccoli fiori, bianchi e viola, parenti del fiore dello zafferano, sono i primi a sbocciare dopo il disgelo. La loro fioritura cambia letteralmente il colore dei prati ed è davvero difficile non fermarsi ad ammirarli quasi uno ad uno.
Più avanti inizieranno a fiorire altre specie tra cui il tarassaco, le genziane, le pulsatille ed i botton d’oro...
Si trattava di una tradizione abbastanza consolidata che però - diffondendosi - portò ad una drastica diminuzione della “popolazione” floreale delle montagne più frequentate. Gli appassionati, infatti, non raccoglievano solo i fiori da utilizzare come ornamento di case e balconi o da vendere ai cittadini più pigri: si diffuse, infatti, anche l’abitudine di portare a casa i bulbi nel tentativo di replicare la fioritura senza dover tornare a faticare la primavera seguente.
Oggi sarebbe impensabile e, per fortuna, le montagne si accendono di fioriture da godere senza temere l’assalto dei … raccoglitori.
Nonostante le nevicate tardive di questa primavera, le fioriture sono già partite e nella montagna bergamasca, ad una distanza tutto sommato non eccessiva dalla provincia di Cremona, si possono godere panorami primaverili dove i fiori impreziosiscono ogni veduta. La particolarità di questa stagione è che a distanza di 10-20 giorni tutto cambia: in questi giorni sono i crocus ad essere protagonisti, questi piccoli fiori, bianchi e viola, parenti del fiore dello zafferano, sono i primi a sbocciare dopo il disgelo. La loro fioritura cambia letteralmente il colore dei prati ed è davvero difficile non fermarsi ad ammirarli quasi uno ad uno.
Più avanti inizieranno a fiorire altre specie tra cui il tarassaco, le genziane, le pulsatille ed i botton d’oro...
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