«La situazione è drammatica»

«Le posso dire, in estrema sintesi, che la situazione del personale di assistenza nelle Rsa è generalmente drammatica». Luca Dall’Asta, segretario Funzione Pubblica della Cgil di Cremona, non usa mezzi termini e neppure pannicelli caldi. «L’emergenza sanitaria da Covid 19 – spiega - ha scoperchiato il cosiddetto “vaso di pandora” e fatto emergere una problematica che denunciamo da anni, ovvero la carenza cronica di personale. Il numero degli addetti è infatti definito sulla scorta di standard assistenziali obsoleti, anche alla luce del fatto che la complessità dei pazienti è notevolmente aumentata. La rete territoriale “pubblica”, inoltre, fatica a decollare, complice un modello di sanità in Lombardia che non favorisce - da oltre - da oltre vent’anni - i servizi pubblici. Mobilità, fuga di personale, dumping e frammentazione contrattuale, scarsa attrattività e appetibilità professionale, sono le principali cause di questa situazione, oltre allo stress e carichi di lavoro insostenibili».
Le Rsa cremonesi stanno proponendo corsi di formazione e di qualificazione professionale anche a personale non qualificato o che magari non hanno mai lavorato nel settore sanitario e socio-assistenziale. Che effetti comporta?
«La problematica di trovare nuovo personale, sebbene i corsi di formazione messi a disposizione anche gratuitamente dalle strutture, è sempre più impellente. Tutto ciò, ovviamente, ha conseguenze sulla qualità del servizio offerto, ma anche ricadute sui sempre meno operatori che prestano servizio, sia in termini di esposizione ad ulteriori rischi e responsabilità (...)».
Le Rsa cremonesi stanno proponendo corsi di formazione e di qualificazione professionale anche a personale non qualificato o che magari non hanno mai lavorato nel settore sanitario e socio-assistenziale. Che effetti comporta?
«La problematica di trovare nuovo personale, sebbene i corsi di formazione messi a disposizione anche gratuitamente dalle strutture, è sempre più impellente. Tutto ciò, ovviamente, ha conseguenze sulla qualità del servizio offerto, ma anche ricadute sui sempre meno operatori che prestano servizio, sia in termini di esposizione ad ulteriori rischi e responsabilità (...)».
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