«A Crema già adottata, e ora pronti ad estenderla»

8 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 16 MAG 25
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Uno studio degli esperti della London School of Hygiene and Tropical Medicine riporta un dato molto significativo: a Londra sono calate del 41,9% le vittime della strada, tra feriti lievi, gravi e decessi, con l’introduzione del limite di 20 miglia orarie, corrispondenti ai nostri 30 km all’ora. E’ stato effettuato anche un confronto per quanto riguarda le categorie: tra i pedoni, i morti e i feriti gravi sono diminuiti del 34,8% nelle zone 20 miglia, mentre nelle vie confinanti si è notato un aumento del 2,1%. Tra i ciclisti, invece, il calo delle vittime è addirittura maggiore, arrivando al 37,6% nelle strade 20 miglia, mentre in quelle a 30 miglia l’aumento è simile al dato precedente, oltre il 2%. Il numero di morti e feriti gravi vede una riduzione fortissima tra chi usa l’auto con un meno 61,8%. Dal punto di vista delle conseguenze ambientale, gli studi sostengono che non sono stati rilevati effetti negativi, mentre quelli positivi non sono ancora stati calcolati con precisione.
Negli anni, Londra è stata imitata da varie città medio - grandi, ben 34 solo negli ultimi cinque e altre si stanno organizzando. In Italia, quello delle zone 30 è uno dei temi caldi delle ultime settimane, in seguito alle polemiche, seguite da una petizione, sorte dopo che a Bologna si è deciso di introdurre il limite. E’ questo uno dei temi caldi delle ultime settimane, in seguito alle polemiche sorte dopo che a Bologna si è deciso di introdurre il limite dei 30. Molte sono però le realtà cittadine che da tempo hanno adottato questa misura, fra queste Crema e dell’esperienza cremasca ci parla Franco Bordo, assessore all’ambiente, mobilità e commercio… della seconda città della nostra provincia ed ex deputato (2013-2017) nel gruppo Sinistra Ecologia e Libertà.
In quali zone è stato introdotto il limite dei 30 chilometri orari?
«La scelta interessa buona parte del centro storico, l’intera area ZTL, alcune altre vie, sempre centrali, e aree sensibili, come per esempio nelle vicinanze di edifici scolastici».
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