«Insieme o da soli, purché ci sia visione nuova della città»

1 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 20:1616 MAG 25
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L’esame è andato bene. Il giorno dopo, giovedì, Alessandro Portesani, leader della lista “Novità a Cremona”, deve registrare la puntata di “Punto e a capo” di Cremona1, decidere con Pro Cremona come pubblicizzare un numero di telefono per la campagna elettorale e studiare il modo di poter dialogare diretto con i cittadini. Penso ad una agenda, visibile a tutti, in cui siano visibile degli spazi che mettiamo a disposizione per gli incontri.
Tanta gente mercoledì sera nella sala del Co-box. Tutti i big della politica cremonese, ma anche amici e utenti delle cooperative sociali…
«Siamo andati oltre le più rosee aspettative. I posti a sedere erano 125, c’erano diverse persone in piedi in sala e altri nell’atrio. Ho stimato, 200 persone. La presenza di persone con cui ho lavorato a Meraki, mi ha fatto un grandissimo piacere…».
È una campagna elettorale autofinanziaa?
«Per il momento si, ma abbiamo la garanzia di un sostegno da parte di professionisti e imprenditori».
E i 7 nomi di candidati ancora non resi pubblici?
«Ci sono, ci sono. Un po’ di pazienza: sappiamo di dover stare sui giornali fino ad inizio giugno…».
Una riflessione del giorno dopo, anche da parte nostra. Nei 5 punti del vostro programma elettorale, qualcuno sembra poter andare bene al Centrosinistra, come ad esempio il tema università e imprese, percorso già intrapreso dalla giunta Galimberti. Oppure al Centrodestra, come Natalità e famiglie e Turismo e commercio. Ma se chiedete l’accettazione integrale dei 5 punti, entrambe le liste avranno dei dubbi. A questo punto, non varrebbe la pena competere da soli?
«Il progetto non è partito con questa aspettativa, ovvero quello di far maturare necessariamente la candidatura a sindaco. L’intento resta quello originario. Quello che conta è il progetto di cambiamento della città. Se per poter rendere possibile questo cambiamento, diventerà necessaria dichiarare la disponibilità alla candidatura a sindaco, io ci sarò. Se non ci fosse la possibilità di sintesi politica che consenta l’apparentamento con una delle due coalizioni… Ad esempio, se il Centrodestra non concordasse sulla continuità di alcuni aspetti della giunta Galimberti o se il Centrosinistra non accettasse aspetti di grande cambiamento su alcune tematiche che noi proponiamo, allora a quel punto correremo da soli. Io desidero (...)».
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