«Riforma Tecnici? Macché! Obbligo fino ai 18 anni»

18 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 16 MAG 25
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Mentre si avvicinano le date delle iscrizioni al prossimo anno scolastico, è tempo di riflessioni su quelle che sono le novità, non senza qualche criticità. A segnalarle è Alba Caridi, segretaria di Flc Cgil di Cremona. «Nel nostro territorio non è stata attivata la sperimentazione del quadriennio nella filiera tecnologica-professionale. C’era già una sezione di questo tipo alla Casearia di Pandino, ma era partita già a settembre di quest’anno in funzione di una delibera regionale. So che alcune scuole hanno deciso di parlarne nei prossimi collegi docenti, perché per la sperimentazione serve la delibera degli organi collegiali. In ogni caso, come sindacato accogliamo con piacere il mancato avvio della sperimentazione. Rappresenterebbe un impoverimento dell’offerta formativa. Ma la vediamo anche come una scelta anticostituzionale, perché viene ridotto il diritto allo studio dei ragazzi. Si dovrebbe aumentare l’obbligatorietà degli studi fino ai 18 anni, invece si vuole ridurre in un’ottica che non va a servizio del cittadino ma in funzione delle attività industriali del territorio».
Tra le novità, anche l’introduzione del liceo Made in Italy…
«Per ora in provincia di Cremona la sperimentazione partirà al Munari, in affiancamento alla sezione dell’economico-sociale. Anche questo trova però da parte nostra un parere negativo, in quanto non c’è una progettualità, come dimostra il fatto che per ora sono stati predisposti solo i piani di studi per il biennio, ma non per il triennio. Inoltre, non si sa con che titolo questi ragazzi usciranno da scuola. Questo scenario ci preoccupa, così come il fatto che queste scelte non ci hanno visti coinvolti come sindacati in un confronto».
Qual è la situazione generale delle nostre scuole, oggi?
«Sono tante le cose che non funzionano. Innanzitutto, ci preoccupa fortemente la mancanza di personale Ata. Il collaboratore scolastico ha un ruolo importante: accanto alla pulizia degli spazi ha obbligo di vigilanza e di accudimento degli alunni. La carenza, può portare a problemi di sicurezza. La carenza riguarda anche gli assistenti amministrativi: le scuole sono oberate di carichi di lavoro che non dovrebbero neppure essere a carico loro, come le pratiche di pensionamento le ricostruzioni id carriera, che prima erano in capo ad altri enti, mentre negli ultimi anni si sono spostati sulle segreterie. Senza contare i progetti relativi al Pnrr (...)».
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