«Studenti "prenotati" già in quarta»

Negli ultimi anni, la classifica di Eduscopio che valuta le possibilità di lavoro dei neodiplomati, ha sempre messo ai primi posti il Professionale del Torriani che tutti continuano a chiamare Apc. «Posso confermarlo - racconta Francesca Mele, vicepreside – perché anche lo scorso mese di settembre ci hanno chiamato diverse aziende per sapere se c’erano neodiplomati ancora in cerca di lavoro e abbiamo dovuto rispondere che non ce n’erano più. Alcuni sono prenotati dalla quarta o dalla quinta».
Il Professionale ha due indirizzi. Il primo è Manutenzione e Assistenza tecnica, il secondo è il Mad, abbreviazione di Made in Italy. Il primo dal 2018 è stato riformato ed è divenuto un corso ad indirizzo elettro-meccanico, il secondo ha come sottotitolo: Produzione artigianali meccaniche. Manutenzione e Assistenza tecnica è quello per cui le offerte di lavoro superano il numero dei diplomati. Ci sono almeno 2 sezioni per ogni anno di studio. Il Made in Italy, invece, al momento non ha le prime due classi e ha una sezione per Terza, Quarta e Quinta. «Da due anni non riusciamo a comporre una prima - spiega Antonio Defendi, vicepreside – perché abbiamo solo una decina di iscrizioni. Teniamo gli studenti nell’altro corso, poi dall’inizio del Triennio riusciamo a creare una classe autonoma». «Per il Mad - sottolinea la professoressa Mele – condividiamo le stesse difficoltà di altre province. Forse andrebbe rilanciata la promozione di questo indirizzo».
Le classi sono 15, il numero degli studenti sfiora i 350. La percentuale di studenti che provengono da famiglie straniere è attorno al 30 per cento. Entrambi i corsi prevedono 5 anni. La scuola non ha aderito alla possibilità di ridurre di un anno la durata del corso, possibilità concessa dalla riforma nazionale degli istituti professionali. «Non abbiamo aderito – spiega Defendi – perché non riteniamo che questa riduzione di un anno non sia funzionale alla preparazione degli studenti». «Dobbiamo considerare - aggiunge Mele - che gli studenti che arrivano nelle nostre prima, rivelano delle lacune importanti, soprattutto nelle materie scientifiche. Aggravate dalla didattica a distanza nel periodo Covid. Io lavoro da 20 anni nel campo dell’istruzione professionale e constato che il biennio serve a portare gli studenti a un buon grado di preparazione.
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Il Professionale ha due indirizzi. Il primo è Manutenzione e Assistenza tecnica, il secondo è il Mad, abbreviazione di Made in Italy. Il primo dal 2018 è stato riformato ed è divenuto un corso ad indirizzo elettro-meccanico, il secondo ha come sottotitolo: Produzione artigianali meccaniche. Manutenzione e Assistenza tecnica è quello per cui le offerte di lavoro superano il numero dei diplomati. Ci sono almeno 2 sezioni per ogni anno di studio. Il Made in Italy, invece, al momento non ha le prime due classi e ha una sezione per Terza, Quarta e Quinta. «Da due anni non riusciamo a comporre una prima - spiega Antonio Defendi, vicepreside – perché abbiamo solo una decina di iscrizioni. Teniamo gli studenti nell’altro corso, poi dall’inizio del Triennio riusciamo a creare una classe autonoma». «Per il Mad - sottolinea la professoressa Mele – condividiamo le stesse difficoltà di altre province. Forse andrebbe rilanciata la promozione di questo indirizzo».
Le classi sono 15, il numero degli studenti sfiora i 350. La percentuale di studenti che provengono da famiglie straniere è attorno al 30 per cento. Entrambi i corsi prevedono 5 anni. La scuola non ha aderito alla possibilità di ridurre di un anno la durata del corso, possibilità concessa dalla riforma nazionale degli istituti professionali. «Non abbiamo aderito – spiega Defendi – perché non riteniamo che questa riduzione di un anno non sia funzionale alla preparazione degli studenti». «Dobbiamo considerare - aggiunge Mele - che gli studenti che arrivano nelle nostre prima, rivelano delle lacune importanti, soprattutto nelle materie scientifiche. Aggravate dalla didattica a distanza nel periodo Covid. Io lavoro da 20 anni nel campo dell’istruzione professionale e constato che il biennio serve a portare gli studenti a un buon grado di preparazione.
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