«Qui prepariamo futuri universitari»

18 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 16 MAG 25
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Da un paio d’anni sta collezionando record su record. Non a caso. Il liceo scientifico “Aselli” di Cremona ha superato quota mille: è questo il totale degli studenti iscritti. In più, ha avviato ben dieci classi prime pari a circa 250 “matricole” in tutto. Un numero imponente… La maggioranza dei ragazzi si è orientata verso il liceo delle scienze applicate – quello con curvatura senza latino, ma con informatica -, anziché verso il liceo scientifico ordinario, che comunque gode pure di ottima salute. Restano in molti a sceglierlo.
I risultati si vedono. Secondo l’ultima edizione di Eduscopio, l’indice FGA – che tiene conto sia della bravura sia della rapidità media degli studenti nell’affrontare gli esami – è pari a 76,08 e risulta il più alto sul territorio.
Guardando avanti, le sperimentazioni sui quattro anni non toccano ancora i licei, il che, al momento, è un bene, non sarebbero ancora maturi i tempi: oggi come oggi far quadrare il cerchio significherebbe per i ragazzi, ad esempio, aumentare il carico orario del 20%, forse un po’ troppo… Meglio una riflessione ulteriore.
L’aprirsi delle iscrizioni per l’anno scolastico 2024/2025, comunque, trova assolutamente pronto l’“Aselli” di Cremona, come ci conferma il preside, prof. Alberto Ferrari, ben addentro ai meccanismi della scuola, di cui oggi è alla guida, ma dove un tempo, da giovane ha pure studiato.
Professore, come vi siete preparati per questa nuova “campagna matricole”?
«Abbiamo svolto, come sempre, le nostre attività di orientamento, dalla “Scuola Aperta”, per presentarci ai ragazzi ed alle loro famiglie, agli “Open Day”, in cui gli studenti delle medie possono venire e seguire le nostre lezioni. Non si tratta di farci pubblicità, l’obiettivo è piuttosto quello di far capire ai giovani se davvero questa sia la scuola adatta a loro, con grande onestà. Ci teniamo molto, perché l’”Aselli” richiede impegno, si rivolge in generale a chi poi intenda proseguire gli studi ed andare all’università. È inutile avere tanti iscritti sulla carta e poi, di questi, perderne magari per strada molti. La dispersione scolastica, gli abbandoni rappresentano una componente purtroppo importante, impossibile sottovalutarla. Noi preferiamo prevenire, perché un anno perso, benché possa non essere un dramma, viene sempre vissuto come un insuccesso, quindi è (...)».
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