«Da noi, ragazzi formati per il domani»

18 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 16 MAG 25
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Cita Agnes Heller (1929-2019), una filosofa e saggista ungherese, che disse: «Se qualcuno dovesse chiedermi cosa si debba imparare al liceo, risponderei: “Prima di tutto solo cose inutili – greco antico, latino, matematica pura e filosofia -. Tutto quello che è inutile nella vita”. Il bello è che così, all’età di 18 anni, si ha un bagaglio di sapere inutile, con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose». La professoressa Roberta Balzarini, preside del liceo “Vida”, accoglie col sorriso e con l’entusiasmo tipici di chi è appassionato a ciò che fa ed a come lo fa. Anche la sua citazione non è casuale, ma rivolta ai tanti giovani inizialmente spaventati dallo studio di lingue cosiddette “morte”, come latino e greco, solo perché misteriose, sconosciute, quindi ritenute un “inutile” spauracchio. Non sapendo che, in realtà, offrono «una forma mentis estremamente flessibile, duttile, tale da consentire dopo di far davvero qualsiasi cosa. Spesso, di questo, in terza media non c’è consapevolezza. Ma è un timore che sparisce in chi partecipi alle nostre giornate di stage».
Balzarini è alla guida di un liceo classico, scientifico e scientifico sportivo. Quest’ultimo è il più gettonato, la sua sezione è sempre al completo e satura a livello di iscrizioni, benché la logistica non consenta per ora ampliamenti. Già così stiamo comunque parlando in tutto di circa 300 studenti, non pochi.
Quali criteri didattici ed educativi adottate?
«Partiamo dai ragazzi, che oggi sono attenti non solo all’aspetto didattico, bensì anche a quello relazionale, quindi al rapporto coi coetanei, coi docenti e con la dirigenza. Ciò che noi offriamo è proprio questa personalizzazione e quest’alleanza educativa, che anche molte famiglie cercano per non sentirsi sole, specie in una fase tanto delicata per i propri figli quale quella dell’adolescenza».
Quanto all’organizzazione scolastica?
«Noi abbiamo compiuto una riforma importante sul tempo-scuola: con Avanguardie educative Indire, sezione specifica del Ministero dell’Istruzione, il “Vida” è divenuto capofila di una rete di scuole impegnate nella ridistribuzione del monte ore. Agli studenti non proponiamo più tutte le materie del curriculum da settembre a giugno, ma le redistribuiamo in modo tale da non fare più di 6 materie, 7 al massimo, a trimestre e con moduli di 2 ore. In totale, quindi, non più di 3 materie al giorno. Privilegiamo l’apprendimento dei ragazzi come protagonisti. Il nostro modo di far scuola è quello che incontra di più l’interesse di genitori e studenti. (...)».
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