Una sfida planetaria fra Usa e Cina con la Russia sulle spalle di Pechino

Dottor Fabbri, partiamo dal contesto geopolitico generale. Cosa ne pensa e cosa sta succedendo?
«Quello a cui stiamo assistendo è semplicemente la sfida per l’egemonia planetaria fra Stati Uniti e Cina, con la Russia per il momento sulle spalle della Cina e questo fa emergere diversi falò che, al momento, si concentrano sull’Ucraina e sul Medio Oriente, ma che potrebbero accendersi anche altrove a partire dall’indo-pacifico».
«Quello a cui stiamo assistendo è semplicemente la sfida per l’egemonia planetaria fra Stati Uniti e Cina, con la Russia per il momento sulle spalle della Cina e questo fa emergere diversi falò che, al momento, si concentrano sull’Ucraina e sul Medio Oriente, ma che potrebbero accendersi anche altrove a partire dall’indo-pacifico».
Quale ruolo può svolgere l’Europa?
«L’Europa è un Continente, non è uno Stato, non è una Nazione: quindi non può svolgere alcun ruolo, né tantomeno può diventare una potenza militare. L’Europa è nella disponibilità degli Stati Uniti che la controllano in lungo e in largo e non c’è nessun modo – finché ci saranno gli Usa – per cui l’Europa possa diventare una nazione. Peraltro, le nazioni nascono dalla violenza, come scrivo nel mio libro “Geopolitica umana”, quindi dall’imposizione di un ceppo sugli altri. Per diventare nazione, probabilmente in Europa dovrebbe esserci un’ennesima guerra. Esistono, invece, le nazioni europee, queste sì, che hanno interessi diversi, non sempre coincidenti, ma che, almeno per il momento, vengono tenuti insieme dalla superiorità americana».
«L’Europa è un Continente, non è uno Stato, non è una Nazione: quindi non può svolgere alcun ruolo, né tantomeno può diventare una potenza militare. L’Europa è nella disponibilità degli Stati Uniti che la controllano in lungo e in largo e non c’è nessun modo – finché ci saranno gli Usa – per cui l’Europa possa diventare una nazione. Peraltro, le nazioni nascono dalla violenza, come scrivo nel mio libro “Geopolitica umana”, quindi dall’imposizione di un ceppo sugli altri. Per diventare nazione, probabilmente in Europa dovrebbe esserci un’ennesima guerra. Esistono, invece, le nazioni europee, queste sì, che hanno interessi diversi, non sempre coincidenti, ma che, almeno per il momento, vengono tenuti insieme dalla superiorità americana».
Di tanto in tanto ricorre il tema di un possibile disimpegno americano dall’Europa. E’ verosimile?
«L’idea statunitense di ridurre il proprio impegno militare in Europa c’è da molti decenni. Gli americani vorrebbero che gli europei pagassero di più per la propria Difesa, soprattutto la Germania, ma senza esagerare perché, in realtà, si tratta di un bluff. Se la Germania devolvesse il 2 per cento del Pil per la spesa militare per i prossimi 10 anni, diventerebbe il terzo Paese al mondo dietro Stati Uniti e Cina, sopra la Russia e calcolando quanto gli americani siano storicamente ossessionati dalla Germania, questo non converrebbe loro. Raccontiamo proprio della Germania nell’ultimo numero di Domino dal titolo “Germania ignota”».
«L’idea statunitense di ridurre il proprio impegno militare in Europa c’è da molti decenni. Gli americani vorrebbero che gli europei pagassero di più per la propria Difesa, soprattutto la Germania, ma senza esagerare perché, in realtà, si tratta di un bluff. Se la Germania devolvesse il 2 per cento del Pil per la spesa militare per i prossimi 10 anni, diventerebbe il terzo Paese al mondo dietro Stati Uniti e Cina, sopra la Russia e calcolando quanto gli americani siano storicamente ossessionati dalla Germania, questo non converrebbe loro. Raccontiamo proprio della Germania nell’ultimo numero di Domino dal titolo “Germania ignota”».
Veniamo ai due principali conflitti in corso. Partiamo dalla guerra fra Russia e Ucraina: dopo quasi due anni, qual è la situazione?
«La guerra vive in questo momento una fase di consunzione. Le parti sono fisse sul fronte sul quale combattono da molti mesi dopo il fallimento, clamoroso, della controffensiva ucraina. Ciò che sta per capitare è che gli americani vogliono congelare quel (...)».
«La guerra vive in questo momento una fase di consunzione. Le parti sono fisse sul fronte sul quale combattono da molti mesi dopo il fallimento, clamoroso, della controffensiva ucraina. Ciò che sta per capitare è che gli americani vogliono congelare quel (...)».
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