«Nel 2023 è stata sconfitta l’inflazione. Ora la BCE riduca subito i tassi»

27 DIC 23
Ultimo aggiornamento: 20:1416 MAG 25
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Il 2023 si chiude con una buona notiza, la «sconfitta dell’inflazione». Raggiunto questo importante e, forse in parte, inaspettato obiettivo, ora la Banca Centrale Europea dovrebbe ridurre rapidamente, «già da gennaio», i tassi di interesse per consentire all’economia di tornare a crescere. Se questa decisione dovresse ritardare troppo, «potrebbero esserci dei problemi, fra cui anche «una possibile recessione in Europa». Nella consueta intervista mensile rilasciata a Mondo Padano, Carlo Cottarelli traccia un bilancio dell’anno che volge al termine, analizzando i fatti più rilevanti accaduti nelle ultime settimane e guardando alle sfide che ci attendono nel 2024. L’attenzione dell’economista cremonese si sofferma sulla manovra di bilancio: «Dal punto di vista della sostenibilità - spiega - non c’è nessun passo indietro, ma nemmeno nessun progresso. Dal punto di vista dell’impatto sulla domanda, cioè mettere i soldi in tasca alla gente, se guardiamo al totale non cambia nulla, perché si tagliano le tasse, ma si riduce anche la spesa e quindi l’effetto netto sulla domanda non è certo espansivo». Positivo, invece, il giro di vite deciso dal Governo per quanto attiene pensioni e superbonus: «Penso che in passato gli italiani siano andati in pensione troppo presto e con assegni troppo alti. Anche per il superbonus, credo sia stata una decisione giusta: si erano iniettati nel settore troppi soldi e troppo rapidamente. Adesso, però, bisogna pensare a qualcosa che sia meno generoso, ma più stabile». Sul nuovo Patto di stabilità, l’economista ritiene che, «tutto sommato, vada bene così», anche se «avrei scritto le regole in maniera un po’ diversa». Per quel che riguarda la mancata ratifica del Mes, Cottarelli conferma la propria sorpresa: «L’accordo andava fatto, ma il fatto che non sia stato ratificato non è un dramma: non crolla l’Unione Europea, non crolla l’Euro e il MES rimane in vita. Potrebbe, però, diventare un simbolo del fatto che si può dire di no all’Europa»...
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