Tradizione contaminata

Proprio come avviene per tutti i piatti da lui stesso preparati, la “filosofia” che in materia di ristorazione lo contraddistingue si compone di più “ingredienti”. «In primis, l’incessante passione per il mio lavoro», sottolinea Sergio Carboni, chef nonché patron — insieme con il figlio Michele — della “Locanda degli Artisti”. Immerso nella quiete della campagna cremonese, in quella placida porzione di territorio già proiettata verso la vicina area mantovana (siamo nel minuscolo e silenzioso borgo di Cappella de’ Picenardi), il locale — che nel 2023 ha celebrato i vent’anni di attività — è un approdo certo per chiunque, a tutt’oggi, sia alla ricerca di una solida tradizione gastronomica. «La clientela (forestiera e non) a noi si rivolge perché sicura di trovare un menù le cui portate affondano le proprie radici nella cucina tipica della nostra provincia — spiega Carboni, mentre con giustificato orgoglio osserva l’attestato che certifica l’ambìto riconoscimento recentemente rilasciato da Slow Food —. Ammetto, però, che è sempre più arduo parlare di autentica “cucina locale”: nel corso del tempo, infatti, l’approccio verso il cibo s’è modificato. Quella di Cremona è oltretutto una provincia che, sviluppandosi prevalentemente in lunghezza, arriva a lambire più aree (Mantova, Brescia, Parma, Bergamo, Lodi, Milano e Piacenza) da cui si fa piacevolmente “contaminare”: ne nasce, va da sé, una proposta che (...).
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 28 DICEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT