«Le preoccupazioni sono tutte infondate: lo certificano i dati»

Il mercato libero ha fatto risparmiare, il mercato tutelato molto di meno. Partendo da questo concetto e dimostrandolo con delle cifre, l’europarlamentare Massimiliano Salini considera infondata l’eventuale richiesta di proroga e si augura che non sia confermata dal Governo. Oltretutto l’Italia non avrebbe bisogno di aggiungere anche questo dossier di fronte alla Commissione europea.
Dice Salini: «Parliamo di energia elettrica perché sul gas nessuno si lamenta, visto come sono andati i mercati. La platea che dovrebbe uscire dal mercato tutelato è ridotta: su un totale di 30 milioni di utenti in Italia, ce ne sono già più di 20 sul mercato libero e poco più di 9 milioni e rotti sul mercato tutelato. Di questi, quasi 5 milioni rimarranno comunque nel mercato tutelato perché considerati soggetti vulnerabili.
Gli utenti che usciranno, comunque, non lo faranno domani mattina, ma vi sarà una lunga fase transitoria. Nei prossimi 15 giorni saranno organizzate le gare per individuare i gestori che accompagneranno questa platea, in 3 anni, verso il mercato libero. I prezzi che saranno definiti nelle aste e verranno comunque indicizzate sui prezzi all’ingrosso dell’energia. Da aggiungere che non è la prima volta che si fanno delle aste. Questa sarà riservata alle utenze private, ma nel 2021 c’era stata un’asta per le piccole e medie imprese, nel 2022 quella per le microimprese. In entrambi i casi le aste hanno prodotto prezzi decisamente inferiori rispetto al mercato tutelato. Quindi la preoccupazione manifestata dal Pd, ahimè anche dalle Lega, non ha un reale fondamento».
Dice Salini: «Parliamo di energia elettrica perché sul gas nessuno si lamenta, visto come sono andati i mercati. La platea che dovrebbe uscire dal mercato tutelato è ridotta: su un totale di 30 milioni di utenti in Italia, ce ne sono già più di 20 sul mercato libero e poco più di 9 milioni e rotti sul mercato tutelato. Di questi, quasi 5 milioni rimarranno comunque nel mercato tutelato perché considerati soggetti vulnerabili.
Gli utenti che usciranno, comunque, non lo faranno domani mattina, ma vi sarà una lunga fase transitoria. Nei prossimi 15 giorni saranno organizzate le gare per individuare i gestori che accompagneranno questa platea, in 3 anni, verso il mercato libero. I prezzi che saranno definiti nelle aste e verranno comunque indicizzate sui prezzi all’ingrosso dell’energia. Da aggiungere che non è la prima volta che si fanno delle aste. Questa sarà riservata alle utenze private, ma nel 2021 c’era stata un’asta per le piccole e medie imprese, nel 2022 quella per le microimprese. In entrambi i casi le aste hanno prodotto prezzi decisamente inferiori rispetto al mercato tutelato. Quindi la preoccupazione manifestata dal Pd, ahimè anche dalle Lega, non ha un reale fondamento».
Che dati giustificano questa sua valutazione?
«Il dato eclatante è la differenza di prezzo pagato per l’energia tra chi era nel mercato tutelato (che poi tutelato non è) e chi era nel mercato libero. Il periodo è il 2022: il dato è impietoso. Fino all’anno precedente, il 2021, i prezzi del mercato tutelato e quelli del mercato libero sono andati di pari passo, erano sovrapponibili. Forse era leggermente più conveniente il mercato tutelato, ma di poco. Il problema nodale è emerso quando è arrivato lo shock energetico del 2021 che ha poi avuto gli effetti più importanti nell’anno successivo, un impatto sull’economia che ha coinvolto tutti. Ora, la tutela doveva servire proprio a questo: far fronte al momento di grande crisi. Se l’ombrello ti viene dato quando (...)».
«Il dato eclatante è la differenza di prezzo pagato per l’energia tra chi era nel mercato tutelato (che poi tutelato non è) e chi era nel mercato libero. Il periodo è il 2022: il dato è impietoso. Fino all’anno precedente, il 2021, i prezzi del mercato tutelato e quelli del mercato libero sono andati di pari passo, erano sovrapponibili. Forse era leggermente più conveniente il mercato tutelato, ma di poco. Il problema nodale è emerso quando è arrivato lo shock energetico del 2021 che ha poi avuto gli effetti più importanti nell’anno successivo, un impatto sull’economia che ha coinvolto tutti. Ora, la tutela doveva servire proprio a questo: far fronte al momento di grande crisi. Se l’ombrello ti viene dato quando (...)».
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