«Perché la Regione si dimentica di noi e non stanzia risorse?»

30 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 18:12 | 16 MAG 25
Immagine di «Perché la Regione si dimentica di noi e non stanzia risorse?»
E’ dispiaciuto alquanto nell’ambiente socio-sanitario lombardo che nei giorni scorsi la Regione, con propria deliberazione di giunta, pur riconoscendo 128 milioni di euro come anticipo del rinnovo del contratto nazionale alla Sanità pubblica, non abbia appostato per il privato no profit le risorse economiche previste nella presentazione del piano socio-sanitario regionale 2023/2027. Una dimenticanza? Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, inneggianti alla chiusura delle Rsa, paiono suggerire percorsi ben diversi…
Eppure, con oltre centomila lavoratori, Uneba, Aris, cooperazione sociale ed Anffas corrispondono praticamente alla totalità dei servizi socio-sanitari lombardi. Ed anche qui vi sono contratti in fase di rinnovo. Tuttavia, nessun riconoscimento economico è finora giunto per il servizio erogato.
Per questo, Uneba, AGeSPI, ANASTE, AIOP, ARIS, Anffas ed Alleanza Cooperative Welfare, a livello regionale, hanno chiesto un incontro urgente al governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Facciamo il punto della situazione col presidente regionale di Uneba, Luca Degani.
Presidente, avete avuto risposta?
«Per ora non c’è stato riscontro. Abbiamo però avuto una risposta direttamente dall’assessorato, risposta che probabilmente è figlia di questa lettera: siamo stati invitati per questo primo dicembre al cosiddetto “tavolo economico”, per discutere dell’eventuale impegno di Regione Lombardia rispetto alla ridefinizione delle tariffe a carico del Fondo Sanitario Regionale per il mondo delle Rsa. Noi abbiamo la speranza che in questo incontro si discuta del ruolo del mondo socio-sanitario a livello territoriale, perché quello che ci preoccupa di più in questo momento è il mancato inserimento, almeno nelle slides che ci sono state presentate dall’assessore Bertolaso, di tutta la filiera nella nuova sanità territoriale, composta dagli ospedali di comunità, dalle case di comunità e dai punti unici di accesso».
Certo le dichiarazioni di Bertolaso hanno aumentato le vostre preoccupazioni…
«Queste dichiarazioni sono la cosa più preoccupante, ma perché fanno proprio pendant con la mancanza d’interesse verso queste realtà. Il mondo di queste fondazioni, prevalentemente enti no profit, consiste nel costruire non solo una filiera di servizi per i non-autosufficienti anziani, ma anche nel (...)».