Allarme dell'ufficio di bilancio sui fondi sanitari. Giorgetti attacca la Bce

13 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 19:1518 GIU 26
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«Il finanziamento del Sistema sanitario nazionale per il 2024 potrebbe non coprire integralmente le spese, anche tenendo conto dei potenziali livelli di spesa farmaceutica, dell'applicazione dei nuovi Lea (con i connessi aumenti su tariffe di prestazioni specialistiche e assistenza protesica) e del contenzioso delle imprese sul payback». L'allarme è stato lanciato dalla presidente dell'Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) Lilia Cavallari in audizione al Senato nelle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sulla manovra. «Le risorse aggiuntive stanziate dalla manovra sono sufficienti a mantenere l'incidenza della spesa sul PIL al livello pre-pandemico (che eran pari al 6,4% del Pil nel 2019). Va sottolineato che il Servizio sanitario nazionale, pur presentando una spesa contenuta in termini pro-capite e in rapporto al PIL e buoni indicatori di salute, appariva gia' allora sottoposto a tensioni», ha aggiunto Cavallari. «Ulteriori difficoltà, in tutto il periodo di programmazione - ha concluso -, potrebbero sorgere in relazione alle carenze di personale e all'impatto di nuova pressione dei prezzi dei beni energetici sul settore sanitario».
In audizione Giancarlo Giorgetti ha illustrato la linea del governo. La riduzione delle liste d'attesa «è una priorità del governo, che ritiene assolutamente necessario garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini», ha detto il ministro dell'Economia, illustrando gli interventi previsti sulla salute: «Si incrementa il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard, di competenza dello Stato, per un importo di 3 miliardi per il 2024, 4 miliardi per il 2025 e 4,2 miliardi annui a decorrere dal 2026». Quindi, rivendica, «le risorse a disposizione del servizio sanitario continueranno a crescere nel tempo, con un finanziamento di 134 miliardi nel 2024, 135,4 miliardi nel 2025 e 135,7 miliardi nel 2026», ha aggiunto. «Accanto a questo, si interviene per cercare di risolvere il problema dell'allungamento dei tempi e delle liste d'attesa, che affligge da molti anni il nostro sistema ed è sensibilmente peggiorato durante il Covid, determinando un arretrato di prestazioni senza precedenti».
Giorgetti ha parlato della manovra a tutto campo. «Se la stima preliminare relativa al terzo trimestre dovesse essere confermata, l'obiettivo di crescita per l'anno in corso contenuto nel Documento programmatico di Bilancio (0,8%) potrebbe essere soggetto ad una - sia pure contenuta - correzione al ribasso» ha avvertito. Anche se, ha aggiunto, «allo stato, risulta trascurabile l'impatto sulla crescita del 2024». Dal ministro parte anche un velato attacco alla Bce: «La spesa per interessi - dice - non è direttamente controllabile dal governo ma, anzi, risente delle decisioni assunte dalle banche centrali che, continuando a perseguire politiche fortemente restrittive, contribuiscono ad alimentare incertezza e determinare un incremento degli oneri a carico sia delle casse pubbliche sia dei cittadini», ha detto il ministro dell'Economia nell'audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, rivendicando che si tratta di una manovra prudente e conforme alle raccomandazione della Ue.
Ma, dopo che anche il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino, ieri, avava parlato di «risorse rilevanti ma non sufficienti» in materia sanitaria, è questo nuovo allarme dell'Upb sulla spesa sanitaria a suscitare le maggiori reazioni politiche nelle opposizioni. «Ora che anche l'Ufficio parlamentare di bilancio che non può certamente essere accusato di parzialità, conferma che le risorse stanziate per la sanità non sono sufficienti nemmeno a coprire le spese già previste qualcuno del Governo smetterà di parlare di fondi "record"? Qui di record ci sono solo tagli e i sacrifici per i più fragili», scrive su Twitter Marina Sereni responsabile salute e sanità del Pd. «Oggi purtroppo arriva dall'Ufficio parlamentare di bilancio, che non può certamente essere accusato di parzialità, la conferma dei nostri timori», interviene la senatrice Sandra Zampa, capogruppo Pd in commissione Sanità. «Non più tardi della settimana scorsa - proseguee Zampa - abbiamo ascoltato nell'aula del Senato il sottosegretario Gemmato affermare, tra gli applausi della maggioranza, che mai nessun governo ha stanziato tanto per la sanità. Affermazioni false». Di «colpo al cuore della sanità pubblica» parla l'ex segretaria della Cisl, la senatrice Annamaria Furlan.
La sanità vive anche una cronica carenza di personale. «La percentuale di medici di medicina generale che assistono un numero di pazienti superiore al valore soglia stabilito dall'accordo nazionale (che è di 1.500, ndr) è andata aumentando in maniera significativa (dal 15,8% del 2004 al 38,2% nel 2020)». Lo certifica l'Istat, sempre nel corso delle audizioni sulla manovra. L'offerta di medici di medicina generale, osservata dal 2011 al 2021, «palesa un trend in sensibile diminuzione in tutte le aree del Paese con una riduzione media annua dell'1,2%, leggermente più elevata nelle regioni del Nord-ovest (-1,4%)», spiega l'Istituto.
«Siamo dalla parte di medici e infermieri italiani che stanno gridando la loro rabbia per la scellerata impostazione della manovra del governo Meloni, fondata sui tagli alla sanità - interviene il leader del M5s, ed ex premier Giuseppe Conte -. Parliamo di donne e di uomini che durante la pandemia hanno risposto con responsabilità, professionalità e coraggio alla chiamata dello Stato, che tutti noi abbiamo chiamato "eroi" e che si trovano ad affrontare turni massacranti da oltre 60 ore settimanali». Conte ieri, in relazione proprio alla carenza di fondi per la sanità aveva invitato il ministro a dimettersi. «Ognuno ha le sue opinioni», minimizza il titolare della Salute Orazio Schillaci.
«Il finanziamento del servizio sanitario nazionale per il 2024 potrebbe non coprire integralmente le spese, queste non sono le parole del Pd, ma dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Come dire se l'ottimismo è una vocazione per chi fa politica, il realismo un obbligo. Dopo giorni di audizioni, tutti hanno certificato che questa manovra manca di programmazione nel medio periodo, è concentrata sul 2024 e dopo, chi vivrà vedrà», replica la ex ministra della Salute, attuale vicecapogruppo del Pd al Senato, Beatrice Lorenzin.
Per Carlo Calenda «è doveroso dire che questa manovra è stata fatta in una condizione molto difficile. Io - aggiunge però il leader di Azione - avrei investito i soldi che la Meloni ha investito sul taglio del cuneo fiscale sulla sanità».