Il giorno dopo l'accordo Italia-Albania
Migranti, la politica degli annunci

Slogan, slogan e ancora slogan. Ma non solo. Sulle situazioni complesse, come quella della gestione delle migrazioni, è facile cadere negli annunci. Sempre sulla pelle dei migranti. È accaduto per i Cpr (uno per ogni regione, aveva annunciato il ministro dell’Interno alcuni mesi fa): a fronte di 145mila persone giunte in Italia da gennaio, sono 3.960 i rimpatri effettuati fino ad ora. Erano stati 3.410 l’anno scorso. «In dati assoluti possono sembrare numeri non elevati, ma indicano un’inversione di tendenza inconfutabile», ha sottolineato il ministro dell’Interno, Matteo Pantedosi ascoltato pochi giorni fa dal Comitato Schengen.
È successo poi per i minori stranieri, l’allarme dopo i numeri diffusi dai territori. Ecco allora i decreti sicurezza che andrebbero a restringere e ridurre i diritti dei più piccoli, dei minori che sbarcano sulle nostre spiagge. A partire dall’inversione dell’onere della prova della minore età: tocca infatti ai migranti che si dichiarano minorenni dimostrare di avere meno di 18 anni. Viene poi prevista l’espulsione per le persone che dovessero dichiarare un’età che poi si rivela falsa. Inoltre per far fronte al problema della saturazione delle strutture destinate ad accogliere i minori, è stato disposto che gli adolescenti tra i 16 e i 18 anni potranno essere ospitati anche nei centri per adulti, “per un periodo comunque non superiore a novanta giorni” e in un padiglione separato.
Gravi violazioni dei diritti umani. Commentano così anche in questo caso le principali associazioni in campo per sostenere e aiutare i migranti e le persone che fuggono da guerra, violenza, carestie e povertà.
È successo poi per i minori stranieri, l’allarme dopo i numeri diffusi dai territori. Ecco allora i decreti sicurezza che andrebbero a restringere e ridurre i diritti dei più piccoli, dei minori che sbarcano sulle nostre spiagge. A partire dall’inversione dell’onere della prova della minore età: tocca infatti ai migranti che si dichiarano minorenni dimostrare di avere meno di 18 anni. Viene poi prevista l’espulsione per le persone che dovessero dichiarare un’età che poi si rivela falsa. Inoltre per far fronte al problema della saturazione delle strutture destinate ad accogliere i minori, è stato disposto che gli adolescenti tra i 16 e i 18 anni potranno essere ospitati anche nei centri per adulti, “per un periodo comunque non superiore a novanta giorni” e in un padiglione separato.
Gravi violazioni dei diritti umani. Commentano così anche in questo caso le principali associazioni in campo per sostenere e aiutare i migranti e le persone che fuggono da guerra, violenza, carestie e povertà.
«Noi le chiamiamo politiche della propaganda» non nasconde Filippo Miraglia (Arci e portavoce del Tavolo Asilo). «Questo è il governo che ha fatto più leggi e decreti sul tema immigrazione sin dal Dopoguerra – aggiunge – sono ossessionati da questo argomento perché è l’argomento che tiene unito la maggioranza e poi perché hanno promesso al loro elettorato cose che non riescono a rispettare». Dalla guerra alle Ong, al decreto Cutro, dall’accordo con la Tunisia e oggi con l’Albania, sono in molti a puntare il dito soprattutto contro il rischio di violazione dei diritti umani. E poi manca, secondo Miraglia, la voce più importante: il tema dell’accoglienza che puntualmente non viene affrontato da questo governo. «Non vogliono programmare l’accoglienza e per questo motivo si ritrovano ad affrontare gli arrivi sempre come se fosse un’emergenza. I numeri di quest’anno erano del tutto attesi: come Tavolo Asilo avevamo avvisato il Viminale delle crisi in corso nei Paesi intorno al Mediterraneo».
«Mi sembra che tutti questi provvedimenti vadano nella direzione di provare a ridurre il diritto d’asilo» aggiunge Paolo Pezzati (portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam). Sull’accordo Italia-Libia, in particolare, potrebbe anche configurarsi il reato di respingimento. «Il punto chiave è che non si capisce bene cosa avviene prima del trasferimento con le navi italiane: cioè le donne e i bambini, i minori dove vengono identificati? E si fermano prima in Italia?Potrebbe esserci una violazione dle diritto d’asilo» aggiunge.
«Mi sembra che tutti questi provvedimenti vadano nella direzione di provare a ridurre il diritto d’asilo» aggiunge Paolo Pezzati (portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam). Sull’accordo Italia-Libia, in particolare, potrebbe anche configurarsi il reato di respingimento. «Il punto chiave è che non si capisce bene cosa avviene prima del trasferimento con le navi italiane: cioè le donne e i bambini, i minori dove vengono identificati? E si fermano prima in Italia?Potrebbe esserci una violazione dle diritto d’asilo» aggiunge.
Anche per Emergency, l’accordo appena siglato con Tirana «è l’ennesimo attacco al diritto d’asilo». «Passando dagli annunci ai fatti, non c’è riferimento nel testo all’ annunciata esclusione delle persone vulnerabili dalla misura, che per Emergency desta molti dubbi sulla sua effettiva applicazione. A livello operativo si farebbero degli sbarchi selettivi per far scendere donne e bambini in Italia e si porterebbero poi gli altri in Albania? Chi valuterebbe chi è vulnerabile e chi no, sulla base di quali criteri?» chiede l’associazione umanitaria. «Tutte le persone soccorse in mare - ricorda l’Associazione - dovrebbero raggiungere un luogo sicuro nel minor tempo possibile perché naufraghe prima che migranti. Tutti dovrebbero essere considerati vulnerabili e ricevere un trattamento dignitoso e una protezione adeguata nel rispetto del diritto internazionale e comunitario».
L’accordo negoziato tra l’Italia e l’Albania «calpesta ancora una volta il diritto di asilo. Queste misure non solo presentano diversi profili di illegalità, ma sono soprattutto disumane e difficilmente praticabili» sottolinea la direttrice di Refugees Welcome Italia, Fabiana Musicco. Ancora una volta, «le persone migranti vengono considerate come merci». «Con i suoi profili di dubbia legittimità e praticabilità, questo accordo vuole solo perseguire una strategia di disumanizzazione delle persone migranti, contribuendo a diffondere un messaggio all’opinione pubblica: le persone non devono spostarsi, non ne hanno diritto, non li vedrete qui. Anziché migliorare il sistema di accoglienza e puntare alla coesione sociale, si punta a criminalizzare le migrazioni», aggiunge Musicco. A preoccupare di più la Ong sono la gestione extra-territoriale delle richieste di asilo e delle procedure di trattenimento e, in generale, l’applicabilità della giurisdizione italiana - e quindi delle leggi nazionali ed europee - in uno Stato al di fuori dell’Unione europea.
Eppoi c’è anche il tema dell’uinione familiare. L’Unicef sta infatti valutando «con attenzione i possibili effetti del recente accordo sulle persone di minore età e conferma la necessità di preservare sempre l’unità familiare». «Nell’ambito di queste nuove misure, occorre fare il possibile per mantenere le famiglie unite. La separazione delle famiglie è infatti – afferma Nicola Dell’Arciprete, coordinatore Unicef – una situazione profondamente angosciante per i bambini, che li espone a un rischio maggiore di violenza, abuso e sfruttamento».
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