A Campi Bisenzio, tra chi ha perso tutto e chi aiuta

5 NOV 23
Ultimo aggiornamento: 04:03 | 8 GIU 26
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Campi Bisenzio, vicino a Firenze, e Seano, a Prato, sono gli epicentri degli allagamenti dove ancora rimangono isolate più di 6.000 persone, più altre centinaia a Oste di Montemurlo. Persone bloccate a due giorni dall'alluvione in case senza luce, senza acqua potabile e anche senza viveri che vengono raggiunte da soccorritori. E tornano come per l'alluvione di Firenze del 4 luglio 1966 centinaia di volontari. Allora furono gli “angeli del fango”, immortalati in celebri immagini in bianco e nero. Oggi sono volontari mobilitati dal Partito democratico, ma anche 300 tifosi viola della Curva Fiesole e tanti, tanti che spontaneamente, da sé, si sono presentati con stivali e pala in Comune. Il clima è di caos mentre vengono riforniti di sacchetti, tute, guanti. Tutti vogliono aiutare. Al bisogno vengono contati e avviati a squadre di 5 o di 10 laddove serve.
La scuola, una via, la biblioteca comunale a Villa Montalvo, che è distrutta completamente e da sgomberare. La lunga commerciale via Buozzi è davvero in ginocchio: si spala fango dappertutto, i commerci sono fermi. È la strada degli affari di questo grande centro industriale e agricolo della Piana. L'aria è umida oltre il normale e i display di computer, auto, telefonini lo segnalano bene. A Campi ci sono strade allagate come la lunga via Palagetta fino a San Piero a Ponti (ci si va in canoa a portare i viveri), strade da spalare dopo il deflusso delle acque, strade miracolosamente asciutte pur a pochi metri dalle altre. Molti volontari affiancano i proprietari di case e negozi. Si buttano via masserizie, arredi, ci sono i fascicoli di uno studio legale tirati via dal pantano.