«Patti generici e non vincolanti»

26 OTT 23
Ultimo aggiornamento: 18:10 | 16 MAG 25
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La situazione delle famiglie italiane è sempre più difficile, e l’inflazione inarrestabile inizia a mettere in difficoltà anche il ceto medio. A lanciare l’allarme è Elena Curci, segretaria della Cgil di Cremona: «L’inflazione ha colpito duramente le famiglie, facendo perdere loro il 17% del potere d’acquisto», sottolinea. «E il governo resta a guardare, non rinnova i contratti e non contempla l’uso della leva fiscale».

Cosa aumenta più di tutto?
«Parliamo di beni di primaria necessità. Oggi un litro di latte supera i due euro, mentre un chilo di pane fresco può arrivare a costare fino a sei euro. Anche la frutta e la verdura hanno prezzi alle stelle. E non dimentichiamo l’aumento dei prezzi della benzina, delle bollette di luce e gas e dei farmaci».
Questo come impatta sulle famiglie?
«Tutte le famiglie, nella loro quotidianità, stanno subendo le conseguenze di un’inarrestabile inflazione che svuota i loro carrelli della spesa e rende più leggeri i loro portafogli, da ormai due anni. Anche se l’inflazione sembra aver rallentato negli ultimi mesi, gli effetti degli aumenti rimangono ben saldi: ciò che sta accadendo ora è che l’incremento dei prezzi diminuisce, ma non si arresta».
Nel frattempo, mentre i prezzi dei beni aumentano, i consumi diminuiscono…
«Purtroppo si. Per far fronte ai costi crescenti, le famiglie hanno iniziato a ridurre i loro acquisti, poiché il loro potere d’acquisto è diminuito. I salari e le pensioni sono rimasti stagnanti, rendendo l’Italia fanalino di coda nel rapporto tra salari e costo della vita, mentre l’inflazione è cresciuta. Di fatto, è stato il peso dell’inflazione a gravare su (...)».
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