«Smantellato il servizio pubblico»

La situazione della sanità lombarda è da tempo molto controversa, tanto che il mondo sindacale si sta portando i piazza le proprie istanze. «Da oltre 30 anni assistiamo in particolare nella nostra regione al progressivo, costante smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico attraverso tagli mirati a danno del servizio pubblico e a palese vantaggio della sanità privata», evidenzia Maria Teresa Perin, segretaria della Fp Cgil. «Queste scelte hanno portato a liste d’attesa infinite, allo smantellamento della medicina territoriale, all’incapacità di garantire azioni di prevenzione anche legate alla sicurezza sul lavoro, a spese folli con i medici “gettonisti”. Il tutto ha portato ad uno sbilanciamento verso un privato sempre più orientato alla logica del profitto».
Non è tutto: «Parlando di prevenzione, in particolare delle donne, segnalo il costante impoverimento dei Consultori in tutta la Lombardia e in particolare nella nostra provincia: abbiamo solo 6 consultori (3 pubblici, 3 privati accreditati) su tutto il territorio, così che il rapporto risulta essere un consultorio pubblico ogni 117.000 abitanti (un consultorio ogni 58.528 abitanti se comprendiamo anche i tre privati). Ricordo che la legge prevede, invece, un consultorio ogni 20.000 abitanti».
Vista la situazione, la Cgil porta avanti alcune proposte importanti: «Attuare un centro di prenotazione davvero unico e pubblico per tutte le strutture pubbliche e private accreditate, accessibile a tutti. Attuare le norme esistenti che garantiscono ai cittadini le prestazioni nei tempi prescritti dai Medici di Medicina Generale riducendo gradualmente le prestazioni in libera professione. Attuare una vera integrazione fra (...)».
Non è tutto: «Parlando di prevenzione, in particolare delle donne, segnalo il costante impoverimento dei Consultori in tutta la Lombardia e in particolare nella nostra provincia: abbiamo solo 6 consultori (3 pubblici, 3 privati accreditati) su tutto il territorio, così che il rapporto risulta essere un consultorio pubblico ogni 117.000 abitanti (un consultorio ogni 58.528 abitanti se comprendiamo anche i tre privati). Ricordo che la legge prevede, invece, un consultorio ogni 20.000 abitanti».
Vista la situazione, la Cgil porta avanti alcune proposte importanti: «Attuare un centro di prenotazione davvero unico e pubblico per tutte le strutture pubbliche e private accreditate, accessibile a tutti. Attuare le norme esistenti che garantiscono ai cittadini le prestazioni nei tempi prescritti dai Medici di Medicina Generale riducendo gradualmente le prestazioni in libera professione. Attuare una vera integrazione fra (...)».
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