Medio Oriente, la storia per capire il presente

Tutti siamo rimasti sorpresi da quanto avvenuto nel sud di Israele, con il feroce attacco di miliziani di Hamas contro soldati e civili, e dalla successiva terribile reazione di Israele. Il fatto è che siamo portati a vivere gli eventi solo nel presente, senza pensare che è il passato a spiegare gran parte di quanto succede oggi. Sempre. Nella vita personale come nella storia più in generale. Oddio, non tutto si spiega con il passato. Vi sono tante variabili del momento che determinano un fatto piuttosto che un altro. Ma la storia passata è un elemento che incide tantissimo. Conoscerla e capirla orienta le scelte e quindi favorisce un futuro piuttosto che un altro. Il dominante “Presentismo” fa danni alla conoscenza ma più ancora al nostro futuro. Tracciamo, quindi, con il massimo di obiettività possibile, una sintesi della storia recente di quell’area del mondo.
Dobbiamo partire dal 1896 quando Theodore Herzl (1860-1904), un intellettuale ebreo ungherese naturalizzato austriaco, avanza alle Nazioni europee, in un libro dal significativo titolo “Lo Sato ebraico”, la proposta di fondare uno Stato ebraico in una delle loro Colonie oppure in Argentina. Herzl, che aveva seguito in Francia come giornalista il caso Dreyfuss (un ufficiale francese ebreo accusato ingiustamente di tradimento), motiva l’idea con l’esistenza di un forte e pericoloso antisemitismo in Europa. L’anno successivo precisa la proposta indicando la Palestina come destinazione ideale, anche se afferma di considerare valide anche altre indicazioni. Nasce così il movimento sionista (il termine indica il popolo ebraico), che inizia da subito ad organizzare l’ immigrazione degli ebrei in Palestina, l’area corrispondente grosso modo ad Israele, Cisgiordania e Striscia di Gaza. Quell’area era allora colonia dell’Inghilterra che, insieme alla Francia, controllava il Medio-Oriente ed il Nord Africa.
Dobbiamo partire dal 1896 quando Theodore Herzl (1860-1904), un intellettuale ebreo ungherese naturalizzato austriaco, avanza alle Nazioni europee, in un libro dal significativo titolo “Lo Sato ebraico”, la proposta di fondare uno Stato ebraico in una delle loro Colonie oppure in Argentina. Herzl, che aveva seguito in Francia come giornalista il caso Dreyfuss (un ufficiale francese ebreo accusato ingiustamente di tradimento), motiva l’idea con l’esistenza di un forte e pericoloso antisemitismo in Europa. L’anno successivo precisa la proposta indicando la Palestina come destinazione ideale, anche se afferma di considerare valide anche altre indicazioni. Nasce così il movimento sionista (il termine indica il popolo ebraico), che inizia da subito ad organizzare l’ immigrazione degli ebrei in Palestina, l’area corrispondente grosso modo ad Israele, Cisgiordania e Striscia di Gaza. Quell’area era allora colonia dell’Inghilterra che, insieme alla Francia, controllava il Medio-Oriente ed il Nord Africa.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 26 OTTOBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Gian Carlo Corada
Storico
Storico