«Così ci perdono tutti»

Cosa credevate? Alla fine, la fusione tra Pieve d’Olmi e San Daniele Po sarebbe stata solo un passaggio. Quello successivo sarebbe stata la fusione di Pieve Ripa Po con Sospiro. «La chiedessi adesso - dice il sindaco Attilio Zabert - mi risponderebbero: parliamo piuttosto di incorporazione. Invece, con un nuovo comune di 2500 abitanti, avremmo potuto discutere da pari a pari (o quasi) con Sospiro che arriva a 3 mila abitanti grazie ai 500 ricoverati in istituto».
A 5 giorni di distanza dall’esito del referendum – che a Pieve ha visto prevalere i no al 72% e a San Daniele i sì al 56% - la delusione dei promotori non è ancora riassorbita. «Avevamo predisposto uno studio di fusione accurato - argomenta Zabert – e dalla fusione ne avremmo tratto beneficio tutti. Abbiamo spiegato bene che i soldi che sarebbero arrivati in più, 250 mila euro ogni anno per 15 anni, solo in minima parte sarebbero serviti a ripianare il debito di San Daniele. Ripeto: solo in minima parte. Tutto il resto sarebbe stato utilizzato per gli investimenti e avrebbe dato un futuro al paese».
A 5 giorni di distanza dall’esito del referendum – che a Pieve ha visto prevalere i no al 72% e a San Daniele i sì al 56% - la delusione dei promotori non è ancora riassorbita. «Avevamo predisposto uno studio di fusione accurato - argomenta Zabert – e dalla fusione ne avremmo tratto beneficio tutti. Abbiamo spiegato bene che i soldi che sarebbero arrivati in più, 250 mila euro ogni anno per 15 anni, solo in minima parte sarebbero serviti a ripianare il debito di San Daniele. Ripeto: solo in minima parte. Tutto il resto sarebbe stato utilizzato per gli investimenti e avrebbe dato un futuro al paese».
Secondo lei, perché il messaggio non è stato capito?
«Il Comitato del no ha insinuato dei dubbi, ha parlato alla pancia della gente e ha ottenuto il risultato che voleva. Hanno puntato al consenso facile, a discapito del futuro di tutti. Il loro scopo era prepararsi la discesa in campo per le prossime elezioni amministrative. Il gioco sarà scoperto nella prossima primavera. Per via che erano apolitici… ».
Chi ha perso spiega, chi vince festeggia. Era una massima di Julio Velasco, grande allenatore di volley.
Il messaggio del profilo whatsapp di Simone Priori, leader del Comitato per il no alla fusione, riporta la frase: “next adventure, please”. Priori esclude però che preluda ad una nuova sfida. «L’ho da 10 anni – spiega – rispecchia il mio spirito, ma non ha alcun riferimento con il referendum. Non è stata una vittoria del tutto inattesa: avevamo sentito molta vicinanza del paese su questo tema. Il 72% dei voti non è solo una vittoria, è un plebiscito. E di questo la maggioranza comunale dovrebbe prendere atto: c’è un evidente scollamento tra loro e il paese. Sui prossimi investimenti, dovrebbero riflettere bene».
«Il Comitato del no ha insinuato dei dubbi, ha parlato alla pancia della gente e ha ottenuto il risultato che voleva. Hanno puntato al consenso facile, a discapito del futuro di tutti. Il loro scopo era prepararsi la discesa in campo per le prossime elezioni amministrative. Il gioco sarà scoperto nella prossima primavera. Per via che erano apolitici… ».
Chi ha perso spiega, chi vince festeggia. Era una massima di Julio Velasco, grande allenatore di volley.
Il messaggio del profilo whatsapp di Simone Priori, leader del Comitato per il no alla fusione, riporta la frase: “next adventure, please”. Priori esclude però che preluda ad una nuova sfida. «L’ho da 10 anni – spiega – rispecchia il mio spirito, ma non ha alcun riferimento con il referendum. Non è stata una vittoria del tutto inattesa: avevamo sentito molta vicinanza del paese su questo tema. Il 72% dei voti non è solo una vittoria, è un plebiscito. E di questo la maggioranza comunale dovrebbe prendere atto: c’è un evidente scollamento tra loro e il paese. Sui prossimi investimenti, dovrebbero riflettere bene».
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