«Campanile in agguato»

28 SET 23
Ultimo aggiornamento: 18:08 | 16 MAG 25
Immagine di «Campanile in agguato»
E’ stato Sindaco di Sospiro per 10 anni, dal 2009 al 2019: Paolo Abruzzi, nelle sinergie tra Comuni, ci ha sempre creduto ed è sempre stato favorevole. Perché “fare unione” significa più capacità amministrativa, più servizi, minori carenze. Significa maggiore efficienza e dunque saper stare davvero dalla parte dei cittadini. Ci ha sempre creduto tanto da costituire, a suo tempo, nel 2016, l’Unione «Terrae Nobilis» con Cella Dati e Derovere, animato da tante speranze. Sinché tutto è finito tre anni dopo, nel 2019.
Lei è sempre della stessa idea, è sempre favorevole alle Unioni tra Comuni, pensa sempre che sia la strada maestra da seguire?
«Certo, non possiamo tenere come riferimento oggi modelli, che andavano bene nel 1860. Prenda, ad esempio, quello che avviene nella sanità pubblica: un tempo era presente ovunque, anche nelle realtà più piccole, oggi l’Ats cerca invece di accentrare. Lo stesso dovrebbe valere per i Comuni: quelli più piccoli, sui cinquecento abitanti, da soli, non riescono nemmeno a pagare il dipendente dell’anagrafe, si figuri».
Quindi, nel caso della gestione amministrativa non è vero che “piccolo è bello”?
«La soluzione migliore è quella di accorpare, di avere enti più grandi con più personale a disposizione e più servizi offerti. Si tratta di una scelta esclusivamente gestionale, non politica, una scelta cioè in grado di garantire per il resto in tutto e per tutto l’autonomia delle singole amministrazioni».
Facciamo qualche esempio dei benefici che derivano dalla possibilità di attivare sinergie…
«Subito: la vigilanza, importantissima. I piccoli Comuni non hanno nessuno o devono andare in prestito. Mettere invece insieme realtà sino a 15 o 20mila abitanti consentirebbe di avere un vero Comando di Polizia Locale, un vero Ufficio Anagrafe ed (...)».
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