Tre amici, il lago e...

«Finché la barca va, lasciala andare…», cantava Orietta Berti nell’ormai lontano 1970, ben interpretando, pur senza saperlo, lo spirito, la passione, l’entusiasmo, l’intraprendenza di quanti lo scorso 22 luglio ad Anfo, ridente comune bresciano di 438 abitanti sul lago d’Idro, hanno partecipato alla quinta edizione del «Paper Cup Eridio Lake», l’esclusiva competizione ufficiale tra barche di cartone ondulato, iniziata quasi per gioco nel 2017 ed interrottasi soltanto per un anno, nel 2020, a causa del Covid, ma poi ripresa con immutato slancio.
46 le “barche” iscritte - praticamente il doppio dell’anno scorso -, ciascuna con un equipaggio composto da tre “marinai”. Le virgolette – sia chiaro - non intendono assolutamente sminuire l’incredibile tenuta dei mezzi, né le abilità delle squadre, ma solo evidenziare la singolarità di una gara decisamente fuori dal comune. E il programma prevede alle nove del mattino il raduno. Da quel momento ciascun team deve costruire la propria imbarcazione, avendo a disposizione un foglio di cartone ondulato di 3 metri per 2 e due rotoli di nastro adesivo per isolare la struttura; per regolamento, non è possibile utilizzare nulla di elettrico, quindi sono ammessi solo taglierini, metro e tanta fantasia! Chi chiede altro materiale rispetto a quello assegnato, riceve un handicap in termini di tempo ovvero una partenza con trenta, quaranta, sessanta secondi di ritardo.
Alle 16 termina il tempo a disposizione per realizzare la barca, è il momento clou del varo per la competizione vera e propria. Quest’anno ci sono state ben otto partenze scaglionate, ognuna delle quali con 6 equipaggi, per evitare il caos.
Delle 46 squadre partite, solo 24 sono arrivate al traguardo, molte sono invece “affondate”, “naufragate” durante il tragitto: «È stato molto divertente, come tutti gli anni – commenta uno dei principali organizzatori dell’evento, Giacomo Brugnoni – I “veterani” però sono sempre più competitivi, sempre più organizzati con progetti preparati a casa, modellini delle barche, in alcuni casi bellissime e funzionali, volendo anche riutilizzabili, mentre i neofiti magari sino all’ultimo non sanno bene come e cosa fare, ma impareranno presto…». A completare il quadro e creare un po’ di folclore, non sono mancati musica dal vivo e stand gastronomici, per soddisfare le esigenze di qualsiasi orecchio e di qualsiasi palato.
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46 le “barche” iscritte - praticamente il doppio dell’anno scorso -, ciascuna con un equipaggio composto da tre “marinai”. Le virgolette – sia chiaro - non intendono assolutamente sminuire l’incredibile tenuta dei mezzi, né le abilità delle squadre, ma solo evidenziare la singolarità di una gara decisamente fuori dal comune. E il programma prevede alle nove del mattino il raduno. Da quel momento ciascun team deve costruire la propria imbarcazione, avendo a disposizione un foglio di cartone ondulato di 3 metri per 2 e due rotoli di nastro adesivo per isolare la struttura; per regolamento, non è possibile utilizzare nulla di elettrico, quindi sono ammessi solo taglierini, metro e tanta fantasia! Chi chiede altro materiale rispetto a quello assegnato, riceve un handicap in termini di tempo ovvero una partenza con trenta, quaranta, sessanta secondi di ritardo.
Alle 16 termina il tempo a disposizione per realizzare la barca, è il momento clou del varo per la competizione vera e propria. Quest’anno ci sono state ben otto partenze scaglionate, ognuna delle quali con 6 equipaggi, per evitare il caos.
Delle 46 squadre partite, solo 24 sono arrivate al traguardo, molte sono invece “affondate”, “naufragate” durante il tragitto: «È stato molto divertente, come tutti gli anni – commenta uno dei principali organizzatori dell’evento, Giacomo Brugnoni – I “veterani” però sono sempre più competitivi, sempre più organizzati con progetti preparati a casa, modellini delle barche, in alcuni casi bellissime e funzionali, volendo anche riutilizzabili, mentre i neofiti magari sino all’ultimo non sanno bene come e cosa fare, ma impareranno presto…». A completare il quadro e creare un po’ di folclore, non sono mancati musica dal vivo e stand gastronomici, per soddisfare le esigenze di qualsiasi orecchio e di qualsiasi palato.
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