In acqua da 109 anni

27 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 18:07 | 16 MAG 25
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Una sessantina di ragazzi e di bambini del Grest di Grontardo prenderà parte questa mattina, venerdì, ad una breve crociera sul Po con la motonave Mattei. Era una gita prevista per martedì scorso, ma alle 9 di mattina su Monticelli c’era buio pesto e i temporali di questo periodo, da noi, non si sa mai come possano evolversi.
Il capitano Federico Molinaro presenterà la sua motonave che ha una storia di tutto rispetto. Poi via, da Isola Serafini, verso Roncarolo dove c’è la confluenza del Nure. Qui, di solito, il capitano porta il suo battello al tramonto perché, dice, dopo la distesa dei pioppeti, il panorama è spettacolare e “sembra di essere su un lago, tanto è grande il fiume».
Capitano, ci racconta la storia della Mattei?
«A vederla non sembrerebbe, ma ha 109 anni. Era un rimorchiatore della Marina Militare, varato nel 1914 dai cantieri navali di Mestre. Ha partecipato a due guerre mondiali e attorno al 2005, è stata riconvertita al trasporto passeggeri grazie a un finanziamento europeo che mirava a coprire le lacune nel trasporto fluviale. La sua fortuna è stata approdare alle acque dolci nei primi Anni 80, la sua gemella è restata sul mare ed è ormai decrepita. Noi, come River Cruises, l’abbiamo acquisita nel 2018. Ha una capienza di 110 posti, è dotata di una climatizzazione interna che è di aiuto nei mesi più freddi o caldi. La motonave viaggia a una velocità tra i 10 e i 20 chilometri orari a seconda che proceda in salita o in discesa. Sui fiumi, velocità e distanze si misurano in chilometri e non in nodi. In questo periodo, a volte anche al tramonto, fa molto caldo e la velocità limitata non consente di muovere troppo l’aria. C’è chi preferisce comunque stare all’esterno, chi invece resta nell’ambiente condizionato».
Cosa spiega e cosa racconta a dei bambini del Grest e alle scolaresche?
«Spiego loro la diversità del fiume, dall’alveo alle golene, dai giganteschi sabbioni alle lanche. Queste hanno una grande importanza nel caso di piena e mi sento in dovere di spiegarlo bene. Poi, con l’aiuto di un grande schermo, racconto la (...)».
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