Il Cammino di Re Olav sulle due ruote

27 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 20:0616 MAG 25
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Ancora una volta la bussola indicava il Nord. Quello stesso Nord già incontrato, affrontato, conosciuto e “vinto” durante la sfida della scorsa estate in Islanda, esperienza da cui sono stati tratti un docufilm e un libro, “La mia Islanda su di un pedale”, che univa bellissimi scatti fotografici a pensieri e riflessioni mai scontati del protagonista. Ora si è appena conclusa un’altra avventura per Andrea Devicenzi, sempre a latitudini affini a quelle del suo ultimo viaggio. Le similitudini con il recente passato, l’impresa della scorsa estate appunto, potrebbero fermarsi qui. Perché “Crossing The North” ha rappresentato per l’atleta paralimpico casalasco una sfida nuova. In primis perché condotta in solitaria, senza il proprio team a fianco ma “collegato” solo virtualmente, così come i tanti follower che hanno seguito, giorno dopo giorno, tappa dopo tappa, i suoi spostamenti tra Finlandia, Svezia, Norvegia e le Isole Aland percorrendo il Cammino di Re Olav. Ha dovuto affrontare tutto da solo, contando esclusivamente sulle proprie forze, anche per raccogliere materiale fotografico e video che servirà per la realizzazione di un altro documentario e di un altro libro – a cui lavorerà con il proprio team - che usciranno nel prossimo futuro e serviranno a Devicenzi per raccontare quanto vissuto in quel Nord che è sempre più “suo”. A ridosso della partenza - in una chiacchierata in cui ha ringraziato i suoi collaboratori per il lavoro svolto e che li attenderà a breve, gli sponsor per il supporto ricevuto e i tanti follower per il sostegno che, in tante avventure, non è mai venuto meno - ha confidato al nostro settimanale emozioni e stati d’animo alla vigilia della partenza, concetti poi ribaditi anche sul diario di viaggio, pubblicato sul proprio sito e sui suoi social: «Mi sono reso conto, durante il primo giorno e mezzo trascorso a Helsinki, che soffro particolarmente l’attesa della partenza. Stessa sensazione lo scorso anno in Islanda, pensavo fosse stato causale, invece sembra dimostrarsi una costante. Sapevo che sarebbe successo, ma ero anche consapevole che sarebbero bastati pochi chilometri in sella alla mia bici per recuperare energia e poter vivere appieno tutti i momenti di questa splendida avventura. Immergermi nei profumi delle prime foreste attraversate mi ha dato sensazioni bellissime. E’ stato come respirare la vita, ossigeno puro». E di vita, ... (...)
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