«Il nostro giudizio? E' positivo»

13 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 18:06 | 16 MAG 25
Immagine di «Il nostro giudizio? E' positivo»
Il Governo ha annunciato la scorsa settimana che il numero di stranieri che potranno arrivare con il decreto flussi è stato portato a 40 mila e lo ha allargato, per la prima volta, a figure di assistenza domiciliare come colf e badanti. La prospettiva, nel triennio 2023-2025, è di un ingresso di 452 mila stranieri con un aumento graduale: altri 136 mila quest’anno, 151 mila il prossimo e altri 165 mila nel 2025. Si tratta di un Dpcm approvato in via preliminare ed è possibile che possa essere ritoccato perché il fabbisogno rilevato nel triennio, dallo stesso esecutivo, sarebbe di 833 mila ingressi. Del resto, anche il click day dello scorso marzo, sul decreto flussi di dicembre, si è rivelato inadeguato: ben 242 mila le persone che hanno cliccato dall’estero. In quel momento, i posti disponibili erano 83 mila, dunque due su tre sono rimasti esclusi dalla graduatoria. Solo alcuni saranno recuperati con l’aumento deciso dal Governo. I settori che più beneficeranno della manovra solo il settore agricolo e quello turistico, ma viste le esigenze, c’è una piccola quota per elettricisti e idraulici nonché per conduttori di autobus. Attenzione, però: occorre che i gli autisti richiedenti abbiano già una patente equivalente a quella italiana e che i loro Paesi abbiano stipulato un accordo per il riconoscimento. Al momento, questi Paesi sono solo 7.
Mentre nel settore agricolo e turistico si ipotizza un lavoro stagionale subordinato, in altri è previsto anche un lavoro autonomo e non stagionale come nell’edilizia, nella meccanica, nell’alimentare e nei cantieri navali. In totale sono 33 i Paesi dai quali è consentito l’accesso in Italia: 3 Nazioni dell’America latina, 10 Paesi dell’Europa dell’est, 13 Paesi africani e 6 Paesi asiatici.
Sul decreto flussi, prende da tempo posizione la Comunità di Sant’Egidio. Nello scorso dicembre, il presidente Marco Impagliazzo, aveva rivolto un appello al Governo perché fosse allargato il campo dei permessi alle figure professionali per l’assistenza alla persona, anziani e disabili. In particolare, Impagliazzo aveva chiesto che fossero tenuti in considerazione i Paesi dell’America latina dove c’è una cultura infermieristica anche se sono pochi i Paesi che hanno accordi con l’Italia. Si tratterebbe, in questo caso, di riconoscere l’equipollenza dei titoli di studio, questione che da sempre crea difficoltà agli immigrati per la necessità di certificazione e traduzione dei diplomi nei Paesi di origine. Per quanto riguarda gli infermieri, sono 38 mila gli stranieri che già lavorano in Italia e il loro ingresso è consentito in modo semplificato, al di fuori del decreto flussi.
«Aspettiamo di vedere il testo del provvedimento - commenta Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità - ma la nostra prima impressione è positiva. Innanzitutto, perché siamo sempre stati convinti che una delle risposte all’immigrazione irregolare, sia proprio un flusso legale. Si è incrementata la platea coinvolta ed è un bene perché il mondo delle imprese lo reclamava da tempo. In più, per il primo anno, si sono prese in considerazione le figure della badante e delle collaboratrici domestiche. Misura che... (...).
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDÌ 20 LUGLIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT