«Una città capace di attrarre giovani»

6 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 18:06 | 16 MAG 25
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Da istruzione e ricerca a rivoluzione verde e transizione ecologica, da digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo a inclusione e coesione: sono queste le grandi aree, previste dal regolamento europeo di gestione del PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in cui rientrano i 48 interventi presentati dal Comune di Cremona e già finanziati, tutti da realizzare entro il 2026 per un totale di 44 milioni di euro, mentre altri 6 sono in attesa di valutazione.
A questi occorre aggiungere un macro-progetto europeo di rigenerazione urbana del valore di 15 milioni di euro destinato al centro storico ed, in particolare, al comparto Radaelli, San Francesco: prevede il recupero di aree dismesse e di contesti di grande pregio come le piazze Lodi e Giovanni XXIII, oltre al parco del Vecchio Ospedale, importanti polmoni verdi della città, dalla cui risistemazione certo Cremona trarrà grande beneficio.
Per capire quali criteri abbiano mosso l’amministrazione comunale nell’individuazione e nella scelta dei progetti, abbiamo intervistato il vicesindaco ed assessore alle Opere Pubbliche, Andrea Virgilio.
Quale idea di Cremona vi ha ispirati nelle scelte?
«Il primo criterio è stato quello della coerenza rispetto alle nostre linee programmatiche: se penso ai percorsi relativi alla rigenerazione urbana, trovo che l’opportunità di queste leve finanziarie stia contribuendo alla realizzazione delle nostre priorità ovvero edilizia scolastica, recupero del patrimonio pubblico, rilancio di zone da tempo spente nel nostro tessuto consolidato ed, in particolare, nel nostro centro storico. Non si tratta solo di un mero recupero strutturale di edifici e di spazi pubblici, c’è una componente immateriale che è fondamentale e che riguarda la capacità di alcuni luoghi di divenire veri e propri contesti di socializzazione, di incontro tra persone, di scambi e di valorizzazione delle competenze e delle progettualità».
A cosa pensa, in particolare?
«Penso all’area Frazzi, che diventerà un nuovo polo culturale, a San Francesco, che sarà un punto di ritrovo per i giovani e per lo sviluppo delle nuove forme di espressività giovanile,… Abbiamo molte richieste di spazi-studio, di sale musicali, di forme inedite dell’abitare attraverso buone pratiche di housing; faccio anche riferimento al nuovo Polo per l’Infanzia, che raccoglierà al suo interno l’importante percorso pedagogico che il Comune ha messo in campo in questi anni per la fascia 0-6 anni. Accanto a questi progetti strategici, (...)».
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