«Musei? "Dissacrarli" per renderli più vicini alla gente comune»

Stefano Karadjov è stato nominato direttore dei Musei di Brescia nel 2019, quando aveva 41 anni. Non era l’anno migliore per cominciare, ma qualche idea da proporre l’aveva, frutto anche di esperienze maturate a Venezia, a Milano per l’Expo 2015 e a Padova, solo per citarne alcune. Il manager è genovese, il cognome è di origine bulgara: fu il nonno a scegliere l’Italia per frequentare l’Università.
Dopo la pandemia, i ricchi Musei bresciani hanno riaperto, ma non erano più quelli di prima. Karadjov aveva già avuto modo di accennare al suo disegno: “dissacriamo” un po’ questi luoghi in modo che siano più vicini alla gente. La designazione a capitale italiana della Cultura di Brescia e Bergamo per il 2023 ha dato un’ulteriore spinta al rinnovamento.
Dopo la pandemia, i ricchi Musei bresciani hanno riaperto, ma non erano più quelli di prima. Karadjov aveva già avuto modo di accennare al suo disegno: “dissacriamo” un po’ questi luoghi in modo che siano più vicini alla gente. La designazione a capitale italiana della Cultura di Brescia e Bergamo per il 2023 ha dato un’ulteriore spinta al rinnovamento.
Un primo bilancio per i suoi Musei bresciani nell’anno della capitale…
«Molto bene, in termini di numeri (che non sono tutto, ma aiutano a capire il fenomeno). Siamo a più 100 per cento rispetto al 2022, un dato ampiamente superiore rispetto al miglior anno prima della pandemia. Ci sentiamo molto incoraggiati. I numeri si riferiscono ai primi 5 mesi dell’anno. Le presenze sono per la maggior parte di Italiani. Per i visitatori stranieri abbiamo un primo accenno del periodo pasquale, soprattutto francesi e tedeschi. Storicamente, a Brescia, i turisti stranieri rappresentano il 15 per cento del totale, ma le visite si concentrano nei mesi di giugno e luglio. Al prossimo step, speriamo di avere una sorpresa positiva perché la campagna e le proposte sono veramente forti. Sul piano qualitativo sono contento di poter sottolineare il dato della riscoperta dei bresciani del valore turistico e culturale della loro città. Coinvolgere la comunità era uno degli obiettivi del progetto di capitale della cultura. Abbiamo previsto l’ingresso gratuito per i residenti: un nostro modo di restituire ai cittadini quello che ci danno attraverso il sostegno istituzionale del Comune».
«Molto bene, in termini di numeri (che non sono tutto, ma aiutano a capire il fenomeno). Siamo a più 100 per cento rispetto al 2022, un dato ampiamente superiore rispetto al miglior anno prima della pandemia. Ci sentiamo molto incoraggiati. I numeri si riferiscono ai primi 5 mesi dell’anno. Le presenze sono per la maggior parte di Italiani. Per i visitatori stranieri abbiamo un primo accenno del periodo pasquale, soprattutto francesi e tedeschi. Storicamente, a Brescia, i turisti stranieri rappresentano il 15 per cento del totale, ma le visite si concentrano nei mesi di giugno e luglio. Al prossimo step, speriamo di avere una sorpresa positiva perché la campagna e le proposte sono veramente forti. Sul piano qualitativo sono contento di poter sottolineare il dato della riscoperta dei bresciani del valore turistico e culturale della loro città. Coinvolgere la comunità era uno degli obiettivi del progetto di capitale della cultura. Abbiamo previsto l’ingresso gratuito per i residenti: un nostro modo di restituire ai cittadini quello che ci danno attraverso il sostegno istituzionale del Comune».
Tra Santa Giulia, Castello, Museo del Risorgimento, Pinacoteca, Museo archeologico, può indicarmi primo e secondo per numero di visitatori…
«Santa Giulia è il museo più grande della città, si estende su più di 10 mila metri quadri e fa la parte del leone con più del 50 per cento dei visitatori. In seconda (...)».
«Santa Giulia è il museo più grande della città, si estende su più di 10 mila metri quadri e fa la parte del leone con più del 50 per cento dei visitatori. In seconda (...)».
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