Immaginari speciali per un pubblico sempre più vasto

15 GIU 23
Ultimo aggiornamento: 18:04 | 16 MAG 25
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Non tutto è perduto. Dopo il successo di “Cremona Contemporanea - Art Week”, è ancora possibile seguirne le sue tracce. E così il Battistero, sino al prossimo novembre, ospita “Ego”, il coccodrillo appeso di Maurizio Cattelan, mentre proseguono le mostre nell’ex chiesa di San Carlo e presso il Triangolo Art Gallery. Tracce, dicevamo, della prima edizione di un progetto espositivo diffuso che in dialogo con i tesori della città ha trasformato Cremona in un luogo di conoscenza, scoperta e incontro per due settimane.
21, in totale, gli artisti coinvolti in 14 sedi, oltre 70 le opere presentate. Cremona Contemporanea, a cura di Rossella Farinotti, è stata una preziosa occasione per conoscere il lavoro di questa importante selezione di artisti attivi sulla scena internazionale.
Dottoressa Farinotti, che bilancio dà della prima edizione di Art Week a Cremona? E come si è trovata a lavorare nella nostra città?
«Il bilancio di questa prima edizione è ottimo. Non solo dal punto di vista dei numeri (Cremona, in quella settimana, ha registrato nei luoghi della Art Week 15.000 visitatori), ma dell’energia e del riscontro da parte della cittadinanza. Cremona è stata un po’ anche la mia città per quasi un anno e mezzo, sin dal primo incontro con l’Assessore Burgazzi. Dunque sono stata accolta, seppure con qualche difficoltà poiché, con la squadra di Conceptual Fine Arts e con alcuni attori del luogo - da Ettore Favini naturalmente, a Leonardo Caldonazzo gallerista del Triangolo, fino a Lorenzo Spinelli di San Carlo Cremona -, siamo arrivati in città con 21 artisti in luoghi che magari non erano aperti da anni o che non erano usi all’arte contemporanea. Ma è andato tutto molto bene».
Si può dire che Cremona abbia respirato aria internazionale... Ha ricevuto feedback positivi?
«Sì, certo. Da anni lavoro nel panorama dell’arte contemporanea che è un mondo un po’ complesso e apparentemente sofisticato: collezionisti, galleristi, critici, giornalisti e artisti sono venuti in visita e hanno apprezzato il dialogo tra luoghi e artisti. Anche perché gli artisti selezionati appartengono tutti a un (...)».
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