Immaginari speciali per un pubblico sempre più vasto

Non tutto è perduto. Dopo il successo di “Cremona Contemporanea - Art Week”, è ancora possibile seguirne le sue tracce. E così il Battistero, sino al prossimo novembre, ospita “Ego”, il coccodrillo appeso di Maurizio Cattelan, mentre proseguono le mostre nell’ex chiesa di San Carlo e presso il Triangolo Art Gallery. Tracce, dicevamo, della prima edizione di un progetto espositivo diffuso che in dialogo con i tesori della città ha trasformato Cremona in un luogo di conoscenza, scoperta e incontro per due settimane.
21, in totale, gli artisti coinvolti in 14 sedi, oltre 70 le opere presentate. Cremona Contemporanea, a cura di Rossella Farinotti, è stata una preziosa occasione per conoscere il lavoro di questa importante selezione di artisti attivi sulla scena internazionale.
21, in totale, gli artisti coinvolti in 14 sedi, oltre 70 le opere presentate. Cremona Contemporanea, a cura di Rossella Farinotti, è stata una preziosa occasione per conoscere il lavoro di questa importante selezione di artisti attivi sulla scena internazionale.
Dottoressa Farinotti, che bilancio dà della prima edizione di Art Week a Cremona? E come si è trovata a lavorare nella nostra città?
«Il bilancio di questa prima edizione è ottimo. Non solo dal punto di vista dei numeri (Cremona, in quella settimana, ha registrato nei luoghi della Art Week 15.000 visitatori), ma dell’energia e del riscontro da parte della cittadinanza. Cremona è stata un po’ anche la mia città per quasi un anno e mezzo, sin dal primo incontro con l’Assessore Burgazzi. Dunque sono stata accolta, seppure con qualche difficoltà poiché, con la squadra di Conceptual Fine Arts e con alcuni attori del luogo - da Ettore Favini naturalmente, a Leonardo Caldonazzo gallerista del Triangolo, fino a Lorenzo Spinelli di San Carlo Cremona -, siamo arrivati in città con 21 artisti in luoghi che magari non erano aperti da anni o che non erano usi all’arte contemporanea. Ma è andato tutto molto bene».
«Il bilancio di questa prima edizione è ottimo. Non solo dal punto di vista dei numeri (Cremona, in quella settimana, ha registrato nei luoghi della Art Week 15.000 visitatori), ma dell’energia e del riscontro da parte della cittadinanza. Cremona è stata un po’ anche la mia città per quasi un anno e mezzo, sin dal primo incontro con l’Assessore Burgazzi. Dunque sono stata accolta, seppure con qualche difficoltà poiché, con la squadra di Conceptual Fine Arts e con alcuni attori del luogo - da Ettore Favini naturalmente, a Leonardo Caldonazzo gallerista del Triangolo, fino a Lorenzo Spinelli di San Carlo Cremona -, siamo arrivati in città con 21 artisti in luoghi che magari non erano aperti da anni o che non erano usi all’arte contemporanea. Ma è andato tutto molto bene».
Si può dire che Cremona abbia respirato aria internazionale... Ha ricevuto feedback positivi?
«Sì, certo. Da anni lavoro nel panorama dell’arte contemporanea che è un mondo un po’ complesso e apparentemente sofisticato: collezionisti, galleristi, critici, giornalisti e artisti sono venuti in visita e hanno apprezzato il dialogo tra luoghi e artisti. Anche perché gli artisti selezionati appartengono tutti a un (...)».
«Sì, certo. Da anni lavoro nel panorama dell’arte contemporanea che è un mondo un po’ complesso e apparentemente sofisticato: collezionisti, galleristi, critici, giornalisti e artisti sono venuti in visita e hanno apprezzato il dialogo tra luoghi e artisti. Anche perché gli artisti selezionati appartengono tutti a un (...)».
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