«Essere formati e comunicare bene»

La cultura non rappresenta solo un valore aggiunto per il nostro territorio, ma un motore preziosissimo per il suo sviluppo. A dirsene convinto, è don Gianluca Gaiardi, responsabile dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici.
Cultura, quanto può esser motore per lo sviluppo del nostro territorio?
«La cultura va fatta bene e promossa in modo corretto, specie su un territorio quale quello diocesano, che non corrisponde necessariamente a quello della provincia. La gente sempre più si sposta dalle grandi città – Milano, Firenze, Venezia, Roma,… -, ormai ingolfate dal turismo di massa, e viene a cercare una cultura del passato e, perché no, anche del presente non dico “di nicchia”, ma sicuramente più interessante e più curiosa».
«La cultura va fatta bene e promossa in modo corretto, specie su un territorio quale quello diocesano, che non corrisponde necessariamente a quello della provincia. La gente sempre più si sposta dalle grandi città – Milano, Firenze, Venezia, Roma,… -, ormai ingolfate dal turismo di massa, e viene a cercare una cultura del passato e, perché no, anche del presente non dico “di nicchia”, ma sicuramente più interessante e più curiosa».
Questo presuppone una capacità di lettura ed interpretazione non indifferente da parte del pubblico…
«Sì, sicuramente servono una preparazione ed una formazione alla lettura, che non si fermino a semplici slogan. Però non è sempre facile e non è per nulla scontato, un po’ perché ormai viviamo nell’era dei social, dove tutto ci viene propinato in una frase, magari un po’ svilente; d’altro lato, gli stessi social consentono tuttavia di arrivare a molti in modo capillare. In buona sostanza, bisogna saper fare comunicazione».
«Sì, sicuramente servono una preparazione ed una formazione alla lettura, che non si fermino a semplici slogan. Però non è sempre facile e non è per nulla scontato, un po’ perché ormai viviamo nell’era dei social, dove tutto ci viene propinato in una frase, magari un po’ svilente; d’altro lato, gli stessi social consentono tuttavia di arrivare a molti in modo capillare. In buona sostanza, bisogna saper fare comunicazione».
Quali iniziative potrebbero essere assunte, a Suo giudizio, per rendere Cremona più attrattiva?
«Come Museo diocesano ci stiamo molto concentrando sulla possibilità non solo di promuovere la collezione permanente del Museo, ma anche diverse mostre temporanee, che per noi rappresentano un valore aggiunto fondamentale, per puntare ad affezionare la “nostra” gente, quella del nostro territorio. Sicuramente lo facciamo non da soli, bensì in collaborazione con altri istituti di cultura come la Pinacoteca, con cui stiamo pensando ad una futura mostra, prevista per settembre, sul Vertua, paesaggista ottocentesco per noi decisamente importante. Fare e promuovere cultura rende fondamentale un discorso di sinergia con altre realtà. Per questo, come Museo diocesano, siamo subito entrati nel Sistema Museale della città».
«Come Museo diocesano ci stiamo molto concentrando sulla possibilità non solo di promuovere la collezione permanente del Museo, ma anche diverse mostre temporanee, che per noi rappresentano un valore aggiunto fondamentale, per puntare ad affezionare la “nostra” gente, quella del nostro territorio. Sicuramente lo facciamo non da soli, bensì in collaborazione con altri istituti di cultura come la Pinacoteca, con cui stiamo pensando ad una futura mostra, prevista per settembre, sul Vertua, paesaggista ottocentesco per noi decisamente importante. Fare e promuovere cultura rende fondamentale un discorso di sinergia con altre realtà. Per questo, come Museo diocesano, siamo subito entrati nel Sistema Museale della città».
Altre iniziative già in programma?
«Abbiamo attualmente ancora in Museo la mostra su Giulio Campi, che consente, dopo l’intervento della Scuola di Restauro di Botticino, la restituzione degli affreschi della chiesa di S. Maria delle Grazie di Soncino. Poi stiamo lavorando a (...)».
«Abbiamo attualmente ancora in Museo la mostra su Giulio Campi, che consente, dopo l’intervento della Scuola di Restauro di Botticino, la restituzione degli affreschi della chiesa di S. Maria delle Grazie di Soncino. Poi stiamo lavorando a (...)».
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