«A piedi, il mondo è più bello»

L’app sul telefonino, lunedì sera, segnalava 40.821 passi. Era il conteggio di un viaggetto a Soarza. Ma il record stagionale di chilometri risale al giorno di Pasqua. Emanuele Manfredi, 62 anni, che abita a Cremona in zona Porta Venezia, era andato a trovare i parenti a Cella Dati. «Sono stato un po’ leggero – racconta – ho salutato prima di aprire le uova di cioccolato e ho preso la strada di ritorno, prima verso San Daniele, poi lungo l’argine del Po». In tutto 53 chilometri. A piedi.
Manu è già stato tre volte a Piacenza, un paio di volte a Busseto. Quanto dista Piacenza, sui cartelli si legge 26 chilometri? «Attenzione – risponde – il cartello Piacenza lo si vede in località Le Mose, ma io, quando dico Piacenza, intendo la stazione ferroviaria e piazza Cavalli. Se no, sarebbe troppo facile…».
Manu è già stato tre volte a Piacenza, un paio di volte a Busseto. Quanto dista Piacenza, sui cartelli si legge 26 chilometri? «Attenzione – risponde – il cartello Piacenza lo si vede in località Le Mose, ma io, quando dico Piacenza, intendo la stazione ferroviaria e piazza Cavalli. Se no, sarebbe troppo facile…».
Che strada fa per arrivare a Piacenza?
«Faccio l’argine fino a Caorso, poi prendo la provinciale. È una bella strada, con diversi metri oltre la linea bianca che delimita le corsie delle auto. Mi sento in sicurezza, nonostante sappia di trovarmi su una strada di grande traffico».
«Faccio l’argine fino a Caorso, poi prendo la provinciale. È una bella strada, con diversi metri oltre la linea bianca che delimita le corsie delle auto. Mi sento in sicurezza, nonostante sappia di trovarmi su una strada di grande traffico».
E quanto tempo ci mette?
«La mia media, molto regolare, è di 6 chilometri all’ora. Per arrivare in centro a Piacenza, ci metto circa 6 ore e mezza. Poi, torno con il pullman. Ma se posso, prima mangio un bel piatto di spaghetti».
«La mia media, molto regolare, è di 6 chilometri all’ora. Per arrivare in centro a Piacenza, ci metto circa 6 ore e mezza. Poi, torno con il pullman. Ma se posso, prima mangio un bel piatto di spaghetti».
Ecco, come ci si idrata e ci si alimenta in un viaggio di diverse ore?
«Io prendo con me una bottiglietta d’acqua, a volte un Gatorade. Non mi piacciono le barrette - poi nello zaino rischierebbero di scaldarsi - preferisco mangiare un panino con il prosciutto oppure un paio di tramezzini. Gusto? Tonno e carciofini, è quello che preferisco. Qualche dietologo potrà storcere il naso, ma a me piace così».
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«Io prendo con me una bottiglietta d’acqua, a volte un Gatorade. Non mi piacciono le barrette - poi nello zaino rischierebbero di scaldarsi - preferisco mangiare un panino con il prosciutto oppure un paio di tramezzini. Gusto? Tonno e carciofini, è quello che preferisco. Qualche dietologo potrà storcere il naso, ma a me piace così».
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